La prima settimana d’agosto ci ha portato una forte estensione del rimbalzo iniziato nelle ultime sedute di luglio. Gli indici principali del mondo azionario hanno messo a segno quasi tutti performance settimanali positive e parecchi di loro anche di ampiezza piuttosto eclatante.
Ma occorre osservare una differenza di momentum molto importante tra le varie aree mondiali.
Gli indici asiatici hanno cercato di irrobustire una fase ancora iniziale del rimbalzo, dopo il brutto mese di luglio, rimanendo tutti ancora al di sotto del massimo storico, e la maggior parte parecchio lontana. L’indice che sta accusando ancora le maggiori difficoltà a rimbalzare è quello coreano Kospi, imbottito di semiconduttori, che nel trimestre aprile-giugno è stato protagonista di un rialzo esagerato (+86% dal 1 aprile al 19 giugno) e in luglio ha dovuto subire una violentissima correzione, che ha raggiunto il minimo il 29 luglio e lo ha costretto a rimangiarsi quasi tutto il forte rialzo del secondo magnifico trimestre. Per il Kospi, dopo il forte rimbalzo del 31 luglio, la scorsa settimana è stata piuttosto negativa e ne ha rosicchiato circa un terzo. Ma quasi nessun altro indice (solo quello brasiliano e quello di Hong Kong) ha avuto una settimana negativa. Il segno positivo domina i saldi settimanali di quasi tutti gli indici e riflette l’ampiezza e la diffusione del recupero azionario che il cambio di mese ha portato.
Gli indici che hanno mostrato il miglior stato di forma sono quelli europei, che hanno prodotto rialzi
moderati ma continui, inanellando quasi solo sedute positive e migliorando più volte i loro record storici. Si osserva un nuovo impulso rialzista, dopo la fase laterale in cui hanno trascorso gran parte del mese di luglio. Un risveglio che pare motivato dalle scommesse di rapida de-escalation nel Golfo, che anche il prezzo del petrolio ha rimarcato, scendendo decisamente su valori poco superiori a quelli precedenti l’inizio della guerra. Un calo dei costi energetici potrebbe attenuare i problemi per le economie europee, che peraltro hanno mostrando nel secondo trimestre una resilienza superiore alle aspettative.
Settimana di robusto e uniforme recupero anche per gli indici americani, trascinati da una stagione di trimestrali molto positive. Quelli che stanno mostrando la miglior impostazione sono gli indici DowJones e SP500, che hanno scavalcato ad inizio settimana il loro precedente massimo storico, ritoccandolo più volte e ripristinando chiare condizioni di forza ed una “modalità rally” che sembra ricordare quella del mese di aprile. Qualche incertezza sembrano ancora accusare le condizioni di forma degli altri due indici, che peraltro hanno registrato anch’essi una settimana molto positiva. Il Russell2000 delle small cap ha ritoccato leggermente e solo nella seduta di mercoledì il suo massimo storico, e non pare ancora il “modalità rally”. L’indice Nasdaq100 ha mostrato invece molta voglia di recuperare nelle prime due sedute del mese, ma da mercoledì ha accusato qualche presa di beneficio, non del tutto riassorbita con il rialzo di venerdì. Il problema di questo indice è che si mostra piuttosto indietro nella ricostruzione del trend rialzista, dato che tra i valori raggiunti questa settimana ed il suo massimo storico del 3 giugno scorso sussiste ancora una distanza da colmare di oltre 3 punti percentuali e tre aree di resistenza da scavalcare. Pertanto, il ripristino del trend rialzista di medio periodo non può ancora dirsi compiuto, a differenza di SP500 e DowJones. La colpa è dell’indice dei semiconduttori, che sta rimbalzando, ma con molta cautela, e si colloca ancora molto lontano dai valori di giugno, che trascinarono il Nasda100 al massimo storico.
Ancor più in difficoltà, nonostante il corposo rimbalzo, appaiono anche i due più importanti mercati azionari asiatici: quello giapponese, che ha accusato una forte correzione in luglio, da cui sta tentando di riemergere, e quello cinese, anch’esso fortemente penalizzato dalla correzione di luglio e piuttosto indietro nel rimbalzo, anche a causa dell’indebolimento della crescita dell’economia cinese.
Se il mese di agosto ha portato rialzi generalizzati nella prima settimana, resta pur sempre un mese da prendere con molta cautela. La stagionalità di agosto lo presenta come un enigma, con aumento della volatilità e dei cambiamenti di direzione, e con scarsa direzionalità e performance medie vicine a zero. Del resto, si pone al centro del semestre debole, quello compreso tra maggio e ottobre, storicamente avaro di soddisfazioni sull’azionario, che invece manifesta i suoi rally prevalentemente nel periodo novembre-aprile.
La prima parte di agosto si presenta con stagionalità leggermente favorevole, mentre la seconda con medie di performance negative.
Il mini rally della prima settimana di agosto potrebbe perciò continuare anche nella seconda, ma la volatilità prima o poi dovrebbe tornare a rendere meno facile l’operatività. Salvo eccezioni e cambiamenti climatici anche sui mercati.
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