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L'inciampo
19/04/2013 08:22

Gli indici europei hanno tentato ieri il rimbalzo per cercare di scongiurare il forte segnale ribassista realizzato mercoledì. Tuttavia l’incertezza americana sopraggiunta subito dopo l’apertura ha annullato quasi dappertutto i guadagni e costretto le principali borse europee a chiudere col segno meno, confermando così la pesantezza della situazione tecnica. La borsa USA ha poi completato la giornata storta andando a chiudere anch’essa in negativo, ma, se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, è riuscita a chiudere leggermente al di sopra del supporto di area 1.539 dopo averlo momentaneamente sfondato.
E’ difficile dire se la tenuta del supporto oggi riuscirà a generare un convincente rimbalzo. In questi giorni il susseguirsi delle trimestrali e dei dati macroeconomici rende difficile fare ipotesi. Per ora registriamo che i mercati asiatici sembrano crederci e qua e là mettono a segno stamane rimbalzi abbastanza diffusi, se non impetuosi. A brillare ieri è stato ancora una volta, a sorpresa, il nostro mercato, che ha chiuso in positivo l’indice azionario e ha ancora ridotto lo spread col Bund sotto quota 300 punti. Evidentemente le convulsioni del mondo politico, che non è riuscito ad eleggere il Capo dello Stato, nonostante il ferreo accordo tra PD, PDL e Lista Civica, non ha scalfito l’ottimismo immotivato che i mercati in questi giorni ci assegnano.
E’ stato penoso ieri assistere alla parabola auto-distruttiva di Bersani, che è riuscito nel difficile compito di realizzare il “bingo” delle idiozie: spaccare il partito; perdere consensi del suo elettorato (ieri su tutte le radio e nelle piazze si è sentito un diluvio di dichiarazioni di “mai più voto” per il PD); favorire smaccatamente quello che doveva essere il suo peggior nemico politico; rifiutare una possibile collaborazione con M5S che ha formalmente aperto la strada alla fiducia ad un governo PD se fosse eletto Rodotà, il candidato del PD che il popolo PD vorrebbe ma Bersani non vuole. Preferisce, per chissà quale istinto masochistico, proporre Marini, palesemente impopolare, ma gradito a Berlusconi, che otterrebbe così di andare al governissimo e salvarsi dai processi.
Non è possibile che tutta questa massa di stupidaggini, che nemmeno il più sprovveduto dei dilettanti della politica avrebbe saputo fare, sia dovuta solo a incapacità politica (dimostrata peraltro in molti precedenti). Mi sorge un dubbio atroce. Che cosa si saranno detti Bersani e Berlusconi nei 15 minuti riservati nell’incontro che ebbero una settimana fa? Quale proposta o minaccia il cavaliere deve aver fatto per plagiare in questo modo lo sprovveduto leader PD?
A questo punto è assolutamente necessario che stamattina, alla riunione degli elettori del suo partito per decidere che fare alla quarta votazione, quando dirà la fatidica frase che ripete ogni volta che parla (“L’Italia ha bisogno di un governo di cambiamento. Se io sono d’inciampo ditemelo che mi faccio da parte”) un coro risponda all’unisono: “Sei d’inciampooooo!!!”

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