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Si plachera' l'eurforia?
15/04/2013 08:45

Dopo l’impennata di metà settimana, che ha consentito all’indice americano SP500 di superare finalmente il precedente massimo assoluto del 2007, i mercati azionari hanno chiuso la settimana con un po’ di fiatone e passato l’intera giornata di venerdì a stornare.
I motivi di cautela non sono mancati: dagli USA sono stati comunicati dati macroeconomici tutt’altro che brillanti (vendite al dettaglio di marzo nuovamente negative e indice di fiducia dei consumatori in vistoso ed inaspettato calo); le minacce nord-coreane rimangono ai massimi livelli; in Europa è arrivata la sgradita sorpresa che il buco di Cipro è peggiore di quanto comunicato di circa 5 miliardi, che ovviamente i tedeschi non vogliono mettere, lasciando i ciprioti a cuocere nel loro brodo.
Il tutto alla vigilia di una tornata di trimestrali societarie USA piuttosto difficile, dato che gli analisti prevedono utili nel complesso piuttosto deboli o inesistenti. Last but not least, come dicono gli inglesi, siamo ormai agli sgoccioli della pretattica per la nomina del Capo dello Stato italiano, da cui dipende la possibilità o meno di fare un governo.
I mercati azionari, che stanno stornando anche oggi in Asia, sembrano indirizzati a fare almeno un pullback per testare dall’alto le resistenze sfondate qualche giorno fa in USA (1.576 per SP500) e in Giappone (12.650 per il Nikkei) e che ora fungono da supporto.
La loro tenuta favorirà un’ulteriore tentativo rialzista, che la stagionalità ancora consentirebbe.
Infatti una delle statistiche più significative ci suggerisce che spesso i cicli rialzisti terminano in aprile, per lasciare spazio a fasi correttive nei mesi centrali dell’anno e fino all’autunno. Il detto “Sell in may”, che negli USA viene largamente praticato, esprime questa evidenza statistica.
Tuttavia, se guardiamo gli ultimi 10 anni della borsa americana troviamo una curiosa coincidenza. Negli anni pari il mese di maggio è stato sempre orientato al ribasso, con correzioni in alcuni casi anche assai significative. Invece negli anni dispari maggio non è stato negativo e le correzioni sono state poi realizzate successivamente. Essendo nel 2013 qualche dubbio operativo pare legittimo.
Attendiamo perciò l’esito della mini-correzione degli eccessi per verificare se gli ottimisti continueranno ad accumulare oppure se il deterioramento del ciclo economico riuscirà a deteriorare anche il ciclo borsistico.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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