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Ultimatum ai mercati
10/04/2013 08:39

Il copione, sui mercati, è sostanzialmente sempre il solito: USA e Giappone salgono qualunque cosa succeda, spinti dalle manovre di allagamento monetario delle rispettive banche centrali, mentre al di fuori di questi due mercati si respira aria di recessione, non solo nelll’economia ma anche nelle quotazioni di mercato. Ieri, dopo l’ennesima rassicurazione di Bernanke che il “QE Infinity” continuerà, SP500 ha attuato un altro balzo che lo ha portato ad un’ora circa dalla chiusura a soli 2 punti dai massimi assoluti del 2007. Poi nelle ultime fasi c’è stata qualche presa di beneficio, poiché qualcuno si è accorto che oggi scade l’ultimatum della Corea del Nord e potrebbe essere lanciato l’attacco, magari anche nucleare, alla Corea del Sud e alle basi americane in Giappone.
Nessuno in occidente pensa che sia possibile, poiché tutti credono che sarebbe una scelta autodistruttiva per il regime nord-coreano. Ma nessuno conosce il nuovo dittatore e gli equilibri che lo legano ai generali fanatici. Per ora i servizi segreti di Seoul hanno verificato che tutto è stato predisposto per poter premere da oggi il grilletto della guerra. La situazione è oggettivamente assai pericolosa, poiché basterebbe anche un minimo errore di valutazione per scatenare una successione di attacchi e risposte che ridurrebbe in cenere la zona e manderebbe nel panico la comunità finanziaria mondiale.
I mercati raramente sbagliano valutazione. Se pensano che questo evento abbia poche possibilità di realizzarsi avranno i loro motivi. Ma non sono infallibili. Nel 2008 non riuscirono a prevedere il fallimento di Lehman e le conseguenze sono ancora ben presenti nella mente degli investitori.
Eppure Lehman era un fattore interno al mondo della finanza. Che cosa frulla in testa ad un dittatore bambino è un fattore totalmente esogeno, quindi ancora più imprevedibile.
Per questo ritengo che si stia snobbando troppo la vicenda.
Così come si stanno snobbando le previsioni degli analisti sugli utili delle società USA. Ieri Alcoa ha battuto le stime. Però gli analisti prevedono per il primo trimestre utili complessivamente fermi o addirittura in calo. Se dovesse succedere l’indice SP500, ai massimi, risulterebbe immediatamente sopravvalutato e dovrebbe subire una correzione significativa.
Pertanto è bene non abbandonare la prudenza e rimanere ben coperti. Il sistema antimissilistico in Borsa non è stato installato.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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