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Brilla solo il listino giapponese
08/04/2013 08:45

Sull’economia mondiale sembra tornata la cattiva stagione dei dati economici in calo. Negli USA la settimana scorsa abbiamo avuto uno stillicidio di dati inferiori alle attese (quelli ISM sul sentiment dei manager e quelli sul mercato del lavoro), culminati con l’asfittica creazione di posti di lavoro a marzo. Persino il forzuto indice USA SP500 ha dovuto abbassare la testa e correggere senza essere riuscito a superare il record storico di 1.576 punti.
In Europa si continua ad essere preoccupati più di mantenere il rigore che di stimolare l’economia e anche Draghi sembra ormai rassegnato a rinviare al prossimo anno le speranze di ripresina economica.
Ne hanno preso atto anche i mercati azionari europei, che venerdì sono tutti scesi in modo abbastanza pesante, eccetto, chissà perché, il nostro indice Ftse-Mib. Quest’ultimo ha brillato in controtendenza grazie ai bancari, su i quali forse qualcuno ha fatto congetture favorevoli per l’erogazione dei 40 miliardi euro di debiti dello Stato, che finiranno in buona parte nelle casse delle banche che hanno scontato i crediti alle imprese boccheggianti.
Sul fronte asiatico iil week-end ha portato un aggravamento delle minacce della Corea del Nord, che si è spinta fino all’invito all’abbandono del paese per gli ambasciatori stranieri, mentre si hanno le prove che due missili siano già in rampa di lancio verso la Corea del sud e le basi americane.
E’ un quadro complessivamente a tinte piuttosto fosche, dove però svetta la decisione della Banca Centrale del Giappone di pompare un diluvio di liquidità nell’economia nipponica, annunciata tramite il programma di acquisto di titoli di stato per l’equivalente di 530 miliardi di dollari ed altri interventi di acquisto di ETF e fondi immobiliari. La portata degli interventi è paragonabile a quella messa in campo da Bernanke negli USA, con la differenza che le dimensioni dell’economia nipponica sono solo poco più di un terzo di quella americana. Il risultato è stato eclatante per la borsa nipponica, che venerdì ed anche oggi ha rimesso il turbo, di pari passo con la svalutazione dello yen, e si è riportata ben oltre quota 13.000 punti con l’indice Nikkei, che rimane l’unico indice azionario col muso ben all’insù nel panorama mondiale.
Dal punto i vista operativo occorre essere piuttosto cauti, in attesa di capire se la crisi coreana eviterà l’avvitamento e di vedere i primi risultati della stagione primaverile delle trimestrali americane, che partirà proprio oggi con la solita Alcoa.

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