Solo scricchiolii
23/01/2013 08:58
La giornata di ieri ha visto le borse azionarie generalmente in moderato calo con due notevoli eccezioni: quelle americane e quella italiana. I mercati danno l’impressione di sostenere chi ne ha più bisogno ed è al centro di incertezze di varia natura. Gli USA sono alle prese con la trattativa per abbattere in qualche modo il debito entro fine febbraio, il nostro paese deve decidere il suo futuro politico entro, più o meno, la stessa data.
L’indice SP500 ha messo a segno l’ennesima seduta positiva, con l’estensione del rialzo giunta ormai a meno di 8 punti dall’importante livello psicologico di quota 1.500. La nostra borsa ha digerito ieri molto bene le prese di beneficio iniziali, che sembravano dare il via ad una correzione piuttosto significativa, ed ha chiuso in rialzo anch’essa, riuscendo a migliorare col Ftse-Mib di qualche punto i massimi di quest’anno. Questi due indici si trovano ormai in eccesso rialzista (ipercomprato) da alcuni giorni. Quello americano sta per raggiungere proprio in area 1.500 una resistenza piuttosto importante, mentre quello italiano è in ipercomprato dall’ultima seduta dello scorso anno e sta realizzando divergenze ribassiste ormai piuttosto evidenti.
Non sono motivi sufficienti per ritenere inevitabile uno storno immediato. Però se li associamo al fatto che gli altri mercati più importanti, dal tedesco Dax al giapponese Nikkei, passando per il cinese SSE composite, stanno in queste ultime sedute evidenziando una salute meno brillante e consegnano i primi segnali di cedimento del lungo rally rialzista, ci sono buoni motivi per mantenersi almeno piuttosto cauti.
Una cautela che l’andamento dello spread sta già riflettendo, dato che dopo l’11 gennaio il differenziale tra il nostro BTP ed il Bund tedesco ha ripreso lentamente a salire. Anche ieri, quando i mercati hanno potuto apprezzare (?) la presentazione delle liste dei candidati e gustarsi la sceneggiata napoletana degli “impresentabili” messi alla porta a malincuore e con gran fatica dal proprietario del PDL, che, evidentemente, in tema di indagini e condanne a carico, si ritrova all’interno del partito ormai quasi solitario, in compagnia del solo fidato Verdini.
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