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La Festa e' gia' finita?
08/11/2012 08:58

Nel mio commento di ieri ho scritto che i mercati avrebbero messo da parte per un giorno le preoccupazioni sul Fiscal Cliff, per festeggiare la vittoria di Obama (l’usato sicuro) contro Romney (il vuoto ben pettinato). Mentre scrivevo pensavo che i lettori avrebbero guardato con perplessità il pessimismo di chi concede un solo giorno ai mercati per festeggiare.
Invece stavolta posso essere accusato di ottimismo perché la festa è durata solo una notte e la mattina europea. Poi, inesorabile, è arrivato il conto che i mercati presentano fin da subito a chi ha orgogliosamente affermato, nel suo discorso di vittoria, che per l’America “il meglio deve ancora venire”.
Intanto i mercati hanno consegnato un altro po’ di peggio, perdendo in USA più del 2%. Anche in Europa non è andata meglio, con i mercati che hanno cominciato a girare la ribasso dopo l’uscita della produzione industriale tedesca, in pesante calo, e le parole di Draghi, che ha pronosticato l’arrivo della recessione anche in Germania. Hanno continuato a scendere con la pubblicazione delle stime della Commissione Europea, riviste al ribasso sia per il PIL europeo, per il quale si parla di ripresa solo nel 2014, che per la disoccupazione, prevista in crescita oltre il 12% il prossimo anno.
Nel pomeriggio a peggiorare il clima sono arrivati, puntuali, i moniti di Moody’s e Fitch, che hanno annunciato il declassamento del rating americano se Obama non ridurrà velocemente il deficit, e l’affollamento dei venditori a Wall Street, che hanno penalizzato soprattutto banche e imprese del business militare, settori amici di Romney e nemici del vincitore Obama.
Una debacle che è proseguita per tutta la seduta e che consegna ai grafici qualche argomento di riflessione per il futuro.
Innanzitutto l’indice USA SP500 ha infranto il supporto di area 1.400 punti e completato una figura di inversione ribassista (testa e spalle) che lo proietta al ribasso di circa 70 punti, verso l’area 1.330.
Per negare il modello occorrerà tornare abbondantemente sopra 1.400. Subito.
Il nostro FIB, pur perdendo circa il 2,5%, ha fatto un minimo a 15.245, di poco al di sopra del supporto di 15.230. Per ora non ha ancora fornito un segnale ribassista, ma la rottura di 15.230 completerebbe una figura analoga a quella dell’indice americano, con obiettivo individuabile in area 13.500.
Insomma: c’è poco da scherzare e da festeggiare.
Infatti oggi i mercati sono chiamati ad un rimbalzo immediato per tenere in vita la speranza di continuazione rialzista. Se i venditori prevarranno nuovamente dovremo prepararci al proseguimento del ribasso per la parte restante del mese, almeno.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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