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Il Mercato sente cio' che Ben non dice
18/07/2012 16:43

Ieri Bernanke, nel primo dei due interventi davanti al Congresso americano (il secondo si tiene oggi), ha dovuto ammettere che la crescita economica americana va assai a rilento e lo costringe a rivedere le previsioni sulla variazione del PIL 2012 al di sotto del +2%. Anche il mercato del lavoro appare molto restio a creare numeri significativi di nuove buste paga.
Pertanto la sconsolata FED ribadisce la sua disponibilità a prendere le misure necessarie in caso di ulteriore deterioramento della situazione. Ovviamente il patetico zio Ben si guarda bene dall’ammettere la verità, cioè che tutte le precedenti misure già intraprese dall’istituzione che presiede non sono state in grado di cavare il paese dagli impicci della mega-recessione del 2008-2009. Preferisce attribuire la colpa alla crisi dell’eurozona, su cui, mi si permetta l’inciso, pascolano allo stato brado le banche d’affari e i fondi Hedge che sarebbe suo compito controllare.
La reazione dei mercati è stata nell’immediato negativa, perché lo stampatore di dollari non ha annunciato il riavvio immediato delle stampanti del Quantitive Easing. Però nella seconda parte della seduta americana, a mercati europei ormai chiusi, sono ripartiti gli acquisti speculativi sulla convinzione che oggi magari zio Ben avrebbe detto qualcosa di più chiaro sulle sue intenzioni, e soprattutto con la aspettativa che la rete di protezione ci sia, anche se non è ancora stata annunciata.
Oggi i mercati hanno vivacchiato senza emozioni fino alla partenza di Wall Street, frenati un po’ dalle parole della Merkel, che, pur manifestando fiducia ne lieto fine della battaglia per salvare l’eurozona, ha dovuto ammettere che non è sicura che le cose debbano necessariamente concludersi con esito favorevole.
Quando Wall Street si è orientata al rialzo, grazie ai dati incoraggianti del settore immobiliare e  alla buona trimestrale di Bank of America, anche i listini europei hanno preso tutti la via del rimbalzo, anche se forse è presto per pensare ad una ripresa del movimento rialzista iniziato a giugno.

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