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Bernanke double-face e Monti manipolatore
21/06/2012 09:27

Ieri i mercati azionari principali hanno atteso la decisione di Bernanke senza muoversi troppo, mentre quelli periferici (Italia e Spagna) hanno speculato sulla pazza idea di Monti di usare il fondo ESFS per comprare i bond italiani e spagnoli.
A mercati europei chiusi è poi arrivata la notizia double-face che la FED ha deciso di prorogare la scadente (nel senso che stava per scadere, ma anche nel senso di scarsamente efficace) “Operation Twist” fino a fine anno. L’Operation Twist consiste nella vendita da parte della FED di titoli di stato USA a breve termine (entro i 3 anni) ed il contemporaneo acquisto di titoli analoghi, ma a scadenza lunga (10 anni ed oltre). In tal modo si cerca di appiattire la curva dei tassi, calmerando quelli a lungo termine, che fanno da riferimento per il finanziamento dei mutui e dei prestiti alle imprese.
Si spera in questo modo di ottenere ciò che la precedente Operation Twist, che terminava a fine mese, non è riuscita a realizzare: uno stimolo alla ripresa che in USA appare sempre più moscia ed incapace di creare occupazione. Infatti contemporaneamente all’annuncio dello stimolo, la FED ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita USA del 2012 e dei 2 anni seguenti.
Però Bernanke, scegliendo la proroga dell’Operation Twist, ha anche scartato una nuova tornata di Quantitative Easing, cioè l’acquisto di titoli di stato stampando moneta. La scelta ha un po’ deluso coloro che pensavano di ricevere il via per un nuovo rally dei mercati basato sul carry trade grazie al pompaggio di dollari freschi.
Ecco perché la reazione immediata è stata uno storno significativo, poi riassorbito nel finale di seduta dall’indice SP500.
In Europa invece hanno brillato le borse spagnola ed italiana, grazie alle speculazioni sulla proposta di Monti chiamata salva-spread, che consiste nell’utilizzare il fondo salva-stati per acquistare direttamente i bond dei paesi in difficoltà, ma che abbiano fatto i compiti richiesti dalla UE. I mercati si sono fidati dell’ambigua dichiarazione della Merkel, che ha precisato che l’acquisto di titoli di stato è già ora una delle opzioni possibili per il fondo salva-stati. Una dichiarazione apparentemente non negativa, se non ci fosse stata la ulteriore precisazione del suo portavoce che ha aggiunto che, naturalmente, l’uso del fondo salva-stati presuppone che i paesi aiutati debbano firmare un preciso protocollo di condizioni da rispettare sotto il controllo della Troika. Tutto ciò equivale a buttare nel cestino la proposta di Monti. Ma non ancora in modo ufficiale e soprattutto con molta educazione, come si conviene quando si parla ad un signore come il nostro tecno-professore.
La proposta di Monti, al di là di quanto tempo riuscirà ancora a rimanere in piedi prima di essere ufficialmente cestinata, dimostra una decisa virata del nostro Premier verso i facili lidi della vecchia politica manipolatoria che non rispetta i mercati. Da un liberale ortodosso come il Professore non mi attendevo un cedimento culturale simile. L’acquisto di titoli sul mercato per opera del fondo salva-stati non è altro che la manipolazione legale delle quotazioni espresse dai mercati. Ciò che è giustamente vietato ai privati perché distrugge il ruolo del mercato come misuratore del valore degli strumenti finanziari, verrebbe consentito, anzi invocato, ad un soggetto ambiguo come il fondo ESM, che giuridicamente è un Organismo Finanziario analogo ad una banca. Una curiosa risposta ai terribili speculatori, accusati di trascinare i mercati al ribasso: far speculare al rialzo il fondo salvastati.
Non dimentichiamo inoltre, come ha sottolineato oggi Luigi Zingales sul Sole24ore, che una simile misura, attuata da un organismo che ha una dotazione limitata, finirebbe per fornire un assist a chi vuole uscire elegantemente e senza danni dall’investimento nel debito spagnolo ed italiano. Le grandi banche europee, che già stanno vendendo Bonos e BTP accusando perdite, potrebbero vendere a prezzi assai migliori grazie agli acquisti del fondo ESFS, scaricando così il rischio sui poveri cittadini italiani e spagnoli, che non venderanno per amor di patria e sulle sprovvedute istituzioni europee. In conseguenza, a mio parere, le possibilità di fallimento aumenterebbero, perché il debito italiano e spagnolo in mani straniere diminuirebbe, riducendo l’incentivo ad aiutare questi paesi, proprio a causa della diminuzione del possibile contagio bancario.
Oggi credo che i mercati, specialmente il nostro, dovrebbero correggere i rialzi dei giorni scorsi, che, francamente, hanno creato qualche eccesso rialzista di breve periodo. Il nostro FIB, ieri, ha raggiunto un livello di resistenza chiave, cioè 13.800, poi è un po’ arretrato. L’area 13.800 è praticamente il massimo di lunedì 11 giugno, raggiunto sull’emotività iniziale dopo il salvataggio delle banche spagnole. Il superamento di quel livello completerebbe un modello di inversione rialzista del trend ed aprirebbe a scenari di estensione rialzista di un certo interesse, verso l’area 14.700. Ecco perché forse oggi è un po’ prematuro attendersi tanto.
Sono comunque i mercati a prendere le decisioni ed il loro verdetto, almeno finchè la manipolazione resta contenuta entro livelli fisiologici, è sempre inappellabile.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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