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Troppi Scommettitori sui mercati
15/06/2012 16:48

In questo clima da resa dei conti finale quel che è certo è che, sui mercati finanziari, la regina incontrastata non è la signora Merkel, ma la volatilità.
Basta un lieve cambiamento nel vento delle aspettative che subito si vedono impulsi direzionali tanto violenti quanto volubili.
Fino a ieri mattina sembrava che i PIIGS e l’euro avessero le ore contate e che la gara del momento fosse quella di chi riesce a scappare più in fretta dalla Spagna e dall’Italia. Ma nel pomeriggio, hanno preso corpo le voci di fantomatici sondaggi pre-elettorali provenienti dalla Grecia, che riporterebbero in auge i partiti più propensi a porgere l’altra guancia ed anche altro alle imposizioni europee, pur di non dover abbandonare l’euro. A queste si sono unite altre aspettative di matrice americana favorevoli all’azionario, come quelle di un’imminente (martedì prossimo?) immissione monetaria della FED per stimolare l’asfittica ripresa dell’economia USA.
Tanto è bastato per far svoltare prepotentemente le borse ed in particolare quelle fino a quel momento peggiori.
La nostra ha chiuso in buon rialzo ed anche oggi continua la sua cavalcata rialzista, salendo di oltre il 2% al traino dei bancari, che paiono aver dimenticato tutti i problemi.
Ma è stata soprattutto la borsa di Atene a farsi prendere dall’euforia, salendo ieri di circa il 10% in un solo giorno, con le banche elleniche che agli occhi dei mercati parevano piene di diamanti anziché di monnezza.
Come interpretare il cambiamento del vento alla vigilia di un appuntamento chiave come quello che domenica potrebbe decidere il destino della Grecia e dell’Europa tutta?
E’ vero che i mercati spesso hanno delle antenne in grado di captare il futuro più di qualunque sensitivo.
Ma è altrettanto vero che talvolta, specie quando si è trattato di prevedere eventi esogeni rispetto alle regole dell’economia, hanno preso sonore cantonate. Che cosa crocierà la manina di milioni di greci domenica è un tipico evento che non ha molto a che fare con le leggi dell’economia, ma forse ha più punti di contatto con la psicologia di massa.
Perciò quel che possiamo dire è che senza dubbio i mercati scommettono sul lieto fine, o almeno sul prolungamento della tragedia greca. Ma non certo che azzeccheranno di sicuro la scommessa.
Quel che ha maggior senso dal punto di vista operativo, non è provare ad indovinare le previsioni, ma minimizzare il rischio e puntare su eventi che abbiano le probabilità a favore. Pertanto ciò che mi sento di consigliare è evitare di farsi prendere dalla sindrome dello scommettitore ed attendere l’esito delle elezioni restando più neutrali possibile. Lunedì l’enigma si sarà sciolto e potremo avere sicuramente dei punti fermi su cui impostare ipotesi direzionali.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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