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Tiro al Bersaglio
13/06/2012 09:07

L’inizio di questa settimana rivela, senza ombra di dubbio, che il nostro paese è ora entrato anch’esso nel mirino dei tiratori scelti dello spread.
Dopo aver tante volte detto che dopo la Spagna sarebbe toccato all’Italia era inevitabile che nel momento in cui la Spagna è entrata ufficialmente nel gruppo dei PIGS euro-salvati, il posto lasciato libero al centro del bersaglio sarebbe stato occupato dal nostro paese. Quel che sorprende piuttosto è la fretta che la speculazione dei grandi Fondi Hedge anglosassoni e delle banche d’affari internazionali ha avuto nel buttarci al centro del dramma.
I listini europei testimoniano impietosamente, col risultato di questi ultimi 2 giorni di saliscendi, il cambiamento della vittima sulla scena del delitto. Mentre le borse europee (compreso l’indice spagnolo IBEX), mediamente, si sono ritrovate alla chiusura di ieri più o meno allo stesso livello o anche al di sopra dei valori di venerdì scorso, il nostro misero FTSE-MIB giace 3,5 punti percentuali al di sotto dei valori di venerdì e costituisce ora più che mai la Cenerentola borsistica europea.
L’immagine che le borse rappresentano, dato che anche l’americano SP500 ha recuperato ieri tutto il calo del giorno precedente, è quella di una certa compostezza nell’assistere ai contorsionismi che gli euro-burocrati hanno esibito per dar l’impressione di prendere grandi decisioni mentre in realtà hanno soltanto perso un altro po’ di tempo nel rinvio delle vere scelte che prima o poi dovranno essere fatte per evitare lo schianto.
Si attende che la settimana trascorra e ci porti la soluzione dell’enigma Grecia, che domenica troverà la sua definitiva soluzione con l’esito delle elezioni. Tutto sommato non si vede molta apprensione, almeno per ora. Sembra che l’opinione prevalente, nei comportamenti degli investitori più che nelle parole dei commentatori,  sia che alla fine tutto si sistemerà a vantaggio della stabilità, nonostante il pasticcio combinato nel week-end scorso dall’Eurogruppo, che, partorendo il “salvataggio morbido” delle banche spagnole, ha ulteriormente preso in giro la Grecia, attuando smaccatamente la politica dei due pesi e due misure. La logica vorrebbe che domenica prossima gli elettori greci puniscano la matrigna Europa con un risultato elettorale favorevole alle forze anti-euro e lo scodellamento della tanto temuta “patata bollente” alla Merkel: “O ci permettete di rinegoziare le condizioni del prestito da 130 miliardi deciso a febbraio, oppure ce ne andiamo dall’Euro. Poi magari dalla UE ed infine dalla Nato, tanto cinesi e russi non aspettano altro che darci quella mano che voi, schizzinosi europei, ci state negando.”
Ma, evidentemente, per ora, questo non pare essere lo scenario scontato dai mercati, che preferiscono non angustiarsi troppo con la tragedia greca e ingannare l’attesa col tiro al bersaglio della povera Italia.

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