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Il Paracadute Americano
26/04/2012 16:44

Gli ultimi giorni sembrano aver fugato in USA le incertezze della scorsa settimana. L’effetto trimestrali, che continuano ad essere per lo più positive e migliori delle attese degli analisti, con la ciliegina Apple sulla torta, e le parole rassicuranti di Bernanke, che si è dichiarato pronto al QE3 se la ripresa non si irrobustirà, hanno provocato un significativo rimbalzo di SP500, che ieri ha negato la rottura della trendline, avvenuta lunedì scorso, ed oggi è chiamato a completare una figura di doppio minimo (il primo segnato il 10 aprile ed il secondo lunedì scorso). Il completamento del modello di inversione rialzista avverrà oltre 1.393, pochissimi punti al di sopra della chiusura di ieri (circa 1.391) e fornirà un obiettivo rialzista che corrisponde proprio al ritorno ai massimi dell’anno, al di sopra di 1.420.
E’ l’ennesima prova di solidità del mercato americano, che fa da contraltare all’incertezza europea e soprattutto a quella degli anelli più deboli della catena arrugginita di Eurolandia.
La forza americana è diventata, in mancanza d’altro, l’unico robusto paracadute per gli indici europei, a cui ha consentito un recupero abbastanza significativo, ha permesso all’indice spagnolo di rimbalzare sul supporto da ultima spiaggia dei minimi del 2009 ed al nostro FIB (in questi mesi di cospicui stacchi dividendi è meglio analizzare il FIB anziché il FTSE-MIB, per evitare la distorsione delle cedole) di rimbalzare sul suo supporto da terz’ultima spiaggia (la penultima è a 13.000 e l’ultima a 12.340).
Oggi però lo squarcio di bel tempo si è esaurito nei primi minuti della seduta e per tutta la mattinata ed il primo pomeriggio ha lasciato nuovamente spazio alle nuvole grigie dell’incertezza sulle banche. Poi è giunta l’apertura americana, con SP500 che si è portato proprio a 1.393 (il livello da superare con decisione) ed ha permesso il recupero della parità agli indici europei. Ora però la partita la fanno gli americani.
Se Wall Street non riuscirà a sostenere ancora una volta gli indici europei, andando a fornire il segnale rialzista illustrato precedentemente, in Europa si potrebbe rivedere nuova debolezza e inanellare l’ennesimo massimo relativo discendente, che per gli analisti grafici significa una sola cosa: trend ribassista di breve periodo confermato.
L’inversione al rialzo per il nostro FIB avverrebbe solamente al superamento di 14.730 (massimo del 17 aprile, non più raggiunto), dove oggi passa anche la media mobile a 20 periodi orientata sensibilmente al ribasso.
Pertanto guai ad illudersi ed attendere conferme.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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