Gli Obiettivi sono Ambiziosi
15/03/2012 08:52
I principali mercati azionari del mondo hanno fornito, martedì scorso, un nuovo segnale rialzista, riuscendo a superare quasi tutti i massimi di febbraio con una certa convinzione. In particolare l’americano SP500, che ha messo a segno il miglior risultato giornaliero dell’anno ed ha superato anche quota 1.390, ha lasciato alle spalle i massimi dello scorso anno e ripristinato la positività del trend a livello di breve, di medio e di lungo periodo. A questo punto l’obiettivo da raggiungere diventa l’ambizioso ritorno nell’area dei massimi assoluti di tutti i tempi, che si trovano a quota 1.576. Dinamicamente è possibile addirittura che ciò avvenga entro quest’anno, se il trend vorrà mantenere la forte inclinazione che ha assunto negli anni 2009 e 2010, momentaneamente affievolito nell’estate dello scorso anno e prepotentemente ripristinato a partire dal dicembre scorso.
A mantenere vivo qualche dubbio è la presenza tuttora di divergenze ribassiste piuttosto evidenti, che, per essere “digerite”, necessiterebbero di ulteriori prove di forza immediate, che ieri l’indice non è riuscito a fornire, stanco per il balzo del giorno precedente.
Gli altri mercati, come il Dax tedesco ed il Nikkei giapponese, stanno tentando di tornare ai massimi dello scorso anno, anche se il primo deve fare ancora un po’ di strada e sembra più trascinato da Wall Street che dotato di forza propria.
Anche il nostro FIB è alle prese con il superamento di importanti massimi, ma quelli dell’ottobre dello scorso anno, in area 17.000 punti, quando realizzò il primo significativo rimbalzo dopo il massacro estivo delle banche italiane. Ieri è riuscito addirittura a superarli per qualche momento, per poi tornare ampiamente al di sotto dopo l’incerta apertura americana.
Anche per la nostra povera Piazzaffari paiono comunque maturi i tempi per mettere il naso fuori dal trading range che la tiene sotto quota 17.000 da sei mesi, mentre gli altri mercati ripristinavano un trend rialzista che noi neanche ci potevamo sognare.
Non anticipiamo gli eventi, per scaramanzia. Se succederà l’agognato sfondamento di 17.000 allora proveremo ad ipotizzare obiettivi, che sicuramente sarebbero ambiziosi.