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Il Barometro di Gennaio
01/02/2012 08:34

I mercati finanziari ieri hanno metabolizzato lo scarno risultato della riunione di vertice dei leader europei. Al rialzo mattutino europeo è seguita la frenata pomeridiana proveniente da Wall Street, più preoccupata del calo della fiducia dei consumatori dell’indice PMI di Chicago e dei prezzi delle case che entusiasta delle “decisioni” europee.
La seduta si è perciò sgonfiata anche in Europa ed ha mostrato qualche presa di beneficio, segno che tutto sommato il rialzo di gennaio ha raggiunto eccessi che inducono qualche operatore a “portare a casa”.
La fine del primo mese dell’anno induce a qualche commento di tipo statistico. Come molti sanno, Gennaio è da molti utilizzato come un vero e proprio barometro per prevedere l’andamento dell’intero anno, specialmente per gli indici americani. Negli ultimi 70 anni di borsa esiste una correlazione superiore all’80% tra la performance di gennaio e quella dell’intero anno.
Ciò significa che se gennaio termina in positivo dobbiamo aspettarci un risultato positivo per l’intero anno, mentre una negatività su Gennaio si riflette assai spesso in una performance negativa dell’intero anno. E’ come se noi potessimo ipotizzare come finirà il 2012 fin dalla fine di gennaio.
Ebbene, siccome l’indice SP500 in gennaio ha guadagnato il 4,4% (il nostro FTSE-MIB addirittura il 4,9%) esiste una certa probabilità statistica che anche a fine anno questi indici terminino col segno positivo. Almeno, questo direbbe la cabala. A noi la scelta se crederci o meno.
Intanto rimaniamo sempre in attesa di capire il destino della Grecia, mentre in sala d’attesa del pronto soccorso monetario sembra essere arrivato il Portogallo, almeno a giudicare dai rendimenti dei titoli di stato emessi da questo paese. In questi giorni hanno superato il 20% e si è manifestata la tipica inversione della curva dei rendimenti, con quelli a breve che cominciano a rendere di più dei decennali. Sono sintomi di insolvenza, che abbiamo già visto in Grecia un anno fa e che hanno condotto al default quasi dichiarato di questi giorni.
Prepariamoci perciò a vedere prossimamente anche i lusitani sotto i ferri della troika (UE, BCE, FMI) ed a sfogliare anche per loro la margherita del “fallirà - non fallirà”.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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