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C'e' una strana Euro-foria...
23/01/2012 16:42

La giornata che apre la quarta settimana di gennaio continua a presentare le stesse caratteristiche delle precedenti giornate.
 Lo spread dei PIGS rispetto al Bund tedesco continua a restringersi (quello italiano si è ormai avvicinato molto a quota 400 punti) e le borse azionarie hanno esteso ancora il rally.
Questa insistenza rialzista, per certi versi sorprendente, ci consegna due dati da valutare attentamente, specialmente il secondo.
Il primo è il declassamento conclamato delle agenzie di rating da parte del mercato. L’impressione è che il mercato abbia una sua visione, che le agenzie di rating non sono in grado di condizionare. Se le valutazioni delle agenzie coincidono con quelle che il mercato, autonomamente e con le strane modalità seguite negli ultimi anni di grande emotività, si è formato, allora le agenzie possono al più confermare la view del mercato.
Ma se il mercato ha in testa un movimento che non coincide con le valutazioni delle agenzie, semplicemente se ne frega e va per la sua strada, dando alle agenzie il giusto ruolo che si meritano, che è quello di un ente tra i tanti, di un parere tra i tanti.
Il secondo dato è che il ritorno ad una maggior tranquillità che si percepisce sui bond, evidenzia un momentaneo allentamento della morsa della grande speculazione, che evidentemente ha chiuso parecchie posizioni ribassiste e attende con meno ostilità l’esito delle trattative del governo greco con le grandi banche del mondo per concordare il livello di beneficienza volontaria che queste ultime accetteranno di fare alla Grecia. Se dovessero terminare positivamente, come molti sostengono, anche se per ora sono in stallo, andrà in porto il default mascherato e in settimana si dovrebbe sbloccare anche il nuovo piano di aiuti per la Grecia che impegnerà una bella fetta del fondo salva-stati. L’ipotesi di abbandonare la Grecia al suo destino verrebbe così accantonata, fornendo agli ellenici una ulteriore possibilità di redenzione.
La prossima settimana i capi di stato europei dovrebbero poi ufficializzare il “fiscal compact”, cioè la camicia di forza “made in Germany” entro cui costringere i bilanci pubblici degli indisciplinati, forzandone il rientro sui parametri virtuosi di Maastricht, come deliberato un po’ confusamente l’8 dicembre scorso, e magari decidere anche il rafforzamento del fondo salva-stati, necessario dopo il declassamento operato da S&P e l’utilizzo per la Grecia.
Non siamo ancora alle misure che ci vorrebbero per uscire dalle secche della crisi del debito di Eurolandia. Ci vorrebbe un nuovo ruolo per la BCE, con possibilità di stampare moneta senza limiti e di intervenire a protezione degli stati, e ci vorrebbero gli Eurobond. Su queste misure la Germania continua ad opporsi, ma il ghiaccio tedesco sembra cominciare a sciogliersi.
Credo che il ragionamento dei mercati sia il seguente: se la Germania volesse abbandonare i PIGS al proprio destino, avrebbe colto l’occasione della trattativa tra Grecia e banche per lasciar fallire il paese ed accelerare così la disgregazione dell’Euro. Siccome le trattative sembrano evolvere positivamente, e comportare ulteriori aiuti da ben 160 miliardi (un quarto a carico della Germania), se la Germania si muove per la Grecia, a maggior ragione si muoverà per Italia e Spagna, se si trovassero in difficoltà maggiori delle attuali. Tanto più che questi due paesi i compiti li hanno fatti rapidamente e con incisività. E tutto ciò qualche cosa dovrà pur contare…
E’ presto per esultare. Il lieto fine è ancora tutto da scrivere. Anche perché ogni giorno ha la sua pena, e quella di oggi è l’impennata del petrolio in seguito alla decisione di embargo petrolifero presa dall’Europa nei confronti dell’Iran, che non starà con le mani in mano, ma aumenterà la tensione nel Golfo.
Una nuova crisi petrolifera è tutt’altro che scontata dai mercati, che ora preferiscono focalizzarsi sulle aspettative in Eurolandia, puntando sul fatto che questa storia, pur restando drammatica, cominci pian piano ad abbandonare gli aspetti della tragedia.
Non dimentichiamo inoltre che i mercati azionari sono ormai giunti su livelli di resistenza piuttosto importanti, che segnano la separazione tra rialzo e ribasso di medio periodo.
Questa settimana potrebbe trasformare il sogno in realtà, ma anche ridurlo nuovamente ad incubo.
Perciò è bene essere ancora piuttosto cauti.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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