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Doppio No
23/11/2011 16:18

La Merkel assesta un paio di ceffoni ai mercati, che stamattina volevano tentare il rimbalzo tecnico. Ed i mercati ne hanno restituito uno alla Merkel.
Davanti al Bundestag la maestrina di ferro ha ripetuto la solita litania che per salvare l’euro bisogna togliere sovranità agli stati indisciplinati e commissariare chi ha il debito troppo elevato. Ma soprattutto ha ribadito due sonori no alle invocazioni che da tutte le parti si sono levate in queste settimane, affinchè la Germania accetti gli Eurobonds e consenta di allargare il potere della BCE di stampare moneta per finanziare gli stati in crisi di liquidità. Sono le uniche misure in grado di fermare la fuga degli investitori dai titoli italiani e spagnoli, ma anche da quelli belgi e francesi.
Niente di nuovo, malo scoramento provocato dall’ostinazione tedesca ha rimesso il segno negativo sulle borse e riportato lo spread italiano a 500.
Ma i mercati si sono presi la rivincita mandando quasi in bianco l’asta dei Bund. Invece dei 6 miliardi previsti, ne sono stati collocati meno di 4 miliardi. Una chiara dimostrazione che anche la fiducia nei titoli tedeschi sta vacillando.
Si conferma perciò un fenomeno che è iniziato da qualche giorno. Mentre precedentemente la fuga verso la qualità induceva gli investitori a liberarsi dei titoli pubblici dei PIGS per andare sui Bund tedeschi, mostrando un ribilanciamento interno all’area euro, ora il fatto che aumentino anche i rendimenti sul bund significa che gli investitori scappano dall’Europa. Il che è molto peggio e segnala il deterioramento della fiducia anche in coloro che venivano considerati i porti sicuri dell’area euro.
Non è un caso che oggi l’euro abbia perso parecchio subito dopo l’esito dell’asta tedesca.
Negli USA oggi si svolgerà praticamente l’ultima seduta completa della settimana, prima del lungo ponte dedicato al Thanksgiving, la festa del tacchino.
Se oggi verranno mantenuti i nervi saldi è possibile che nei prossimi due giorni si veda in Europa un po’ di rimbalzo tecnico, che non cambierà la situazione, ma potrebbe alleggerire un po’ la pressione.
Non è però escluso che Wall Street reagisca malamente al deterioramento dell’economia mondiale, manifestato ieri dalla revisione al ribasso della stima del PIL USA ed oggi dal calo dell’indice PMI cinese e degli ordini di beni durevoli americani.

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