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Bocconi Tedeschi
16/11/2011 08:40

Il governo targato “Bocconi” dovrebbe nascere oggi. Il travaglio è stato piuttosto lungo ed ha richiesto ampie dosi di sudore ed apprensione da parte dei due ginecologi incaricati di favorirlo. Napolitano e Monti hanno infine dovuto eseguire il taglio cesareo dei politici e dare una struttura puramente tecnica al nascituro esecutivo, che nasce come “Monocolore Bocconiano”. Ora occorreranno alcuni giorni per adempiere al rito della fiducia parlamentare e poi potremo valutarne i primi vagiti, con la certezza che, come quei neonati afflitti dal mal di pancia, farà passare notti insonni agli italiani.
L’accoglienza dei mercati non è stata per ora molto benevola. I nostri riti (pare che le consultazioni abbiano raggiunto la clamorosa cifra di 34 delegazioni in visita da Monti, alcune addirittura composte da illustri sconosciuti) hanno richiesto tempi che la turbo-finanza dei fondi hedge non sopporta ed il pungolo dello spread, tornato quasi ai livelli record del giorno che ha provocato il famoso passo indietro di Berlusconi, ha infastidito non poco i due ginecologi.
L’ambiente in cui il nascituro si trova a dover presto entrare in azione è tale da non permettere passi falsi. I mercati si attendono taglio del debito e ritorno alla crescita, che in economia equivale a “botte piena e moglie ubriaca”. L’Unione Europea vuole una pronta esecuzione dei compiti UE già assegnati al bocciato Berlusconi. Gli italiani invece pretendono una maggior equità sociale e che finalmente la casta politica (quella che con la fiducia deve sostenere Monti)  restituisca un bel po’ dei privilegi che ha succhiato al Paese negli ultimi anni e riduca il suo strapotere parassitario. Tutt’altro che una passeggiata…
Il contesto europeo si sta caricando di brutte nuvole grigie. La giornata di ieri ci obbliga a registrare un dato importante. Il differenziale tra la Germania ed il resto dell’Europa comincia a farsi troppo elevato. Non solo quello che tutti noi da qualche tempo osserviamo ogni giorno: lo spread dei titoli di stato rispetto al Bund. Questo indicatore ieri è salito significativamente per tutti i principali paesi e non solo per l’Italia, che è arrivata quasi a quota 540 punti base, a poca distanza dal record assoluto di 572 del 9 novembre. La Francia si è portata a 191, il Belgio a 313, la Spagna a 455. E ‘segno che si sta materializzando il temuto “contagio” a tutta l’eurozona dello scetticismo dei mercati sui debiti sovrani europei.
Ieri però si è materializzato anche un altro spread con la Germania: quello del tasso di crescita. La pubblicazione delle stime preliminari del PIL del 3° trimestre della zona euro ha confermato il contesto di rallentamento della crescita (+0,2% la variazione trimestrale del PIL di eurolandia, la recessione si avvicina), ma soprattutto ha evidenziato il distacco tra la Germania (+0,5% trimestrale) e gli altri paesi.
Nei fatti stiamo assistendo ad un rafforzamento della potenza economica tedesca, che cresce, esporta ed attira capitali impauriti che fuggono dai PIGS vecchi e nuovi. Le mazzate che colpiscono gran parte dei paesi europei si accompagnano alle carezze per la Germania.
Viene il dubbio che dietro tutto quel che succede, dietro l’apparente incapacità di prendere decisioni forti in sede europea, dietro l’apologia delle virtù di bilancio che impongono massicci piani di risanamento e portano la recessione nei paesi più indebitati, ci sia una regia tedesca che tende a rafforzare il proprio arricchimento con la spoliazione dei cugini europei più deboli. Stai a vedere che in Germania sono riusciti a tradurre il vecchio ed italianissimo detto “chiagni e fotti”.
 

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