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Le Iene hanno Fretta
15/11/2011 16:52

Quella che doveva essere una rapida formalità istituzionale ieri ha rischiato di diventare una telenovela con finale a sorpresa, dopo che le impuntature dei maggiori partiti hanno frenato l’ardore risanatore di Napolitano e Monti ed imposto di procedere con un po’ più di piombo sui piedi per evitare spiacevoli inciampi.
Allora le consultazioni sono state riportate sui binari della lentezza tipica della politica italiana e Monti si è dovuto scomodare per difendere la sua lenta tabella di marcia, sostenendo che la fretta è nemica della precisione.
I mercati ieri ed anche stamattina hanno duramente punito le lentezze istituzionali riportando lo spread col Bund a quota  530  ed il rendimento del decennale nuovamente al livello “allarme rosso” del 7%, mentre il listino azionario principale scendeva fino a circa -3%.
Poi nel pomeriggio, grazie a buoni dati macroeconomici americani, ma soprattutto ad alcune dichiarazioni di politici che fanno pensare che Monti stia superando tutti gli ostacoli e si appresti in serata a presentare la sua lista di ministri a Napolitano, il mercato si è ripreso fino a tornare quasi ai livelli di ieri sull’obbligazionario e in parità sull’azionario.
In giornata comunque sono arrivate nuove fonti di preoccupazione globale, dato che lo spread col Bund si sta pericolosamente alzando anche in Spagna e Francia, dove ha toccato quota 171 punti.
Per un paese che ambisce a spartire con i tedeschi il tavolo del comando in Eurolandia non è certo una buona notizia. Ma non lo è per l’intera area euro, che vede sempre più vicino il punto di non ritorno per l’implosione della moneta unica, che si potrà evitare solo se i politici affronteranno seriamente e con molta fretta il ruolo della BCE, dandole il compito di stampare moneta senza limiti (come la FED) e la possibilità di acquistare illimitatamente i bond dei paesi sotto attacco.
Ma per far questo occorre cambiare i trattati, con tempi che non si conciliano con la famelica turbo-finanza dei fondi hedge, che si accaniscono, come iene, contro le prede europee più malate e deboli.

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