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Fare a meno della Grecia
03/11/2011 10:09

Mentre i giornali italiani oggi si affannano a riportare la penosa vicenda dell’agonia del Governo Berlusconi ed evocano per oggi chissà quali rimproveri da parte dei padroni d’Europa Merkel e Sarkozy perché Berlusconi arriva a Cannes, al pre-vertice G20, con in mano soltanto un maxi-emendamento anziché un decreto-legge, la mia visione è abbastanza diversa.
Innanzitutto mi pare che nella sostanza Berlusconi sia riuscito a portare avanti il Bluff con l’Europa. Per quel che è trapelato il maxi-emendamento riporta più o meno quel che il Cavaliere si era impegnato a fare entro il 15 novembre nella famosa lettera. I provvedimenti deliberati ieri sono aria fritta, ma non possiamo dolercene, dato che erano aria fritta anche le le promesse di allora. D’altra parte non penso che i due esaminatori indugeranno su questioni di lana caprina, che tanto piacciono ai nostri giornalisti, sulla differenza sostanziale tra un maxi-emendamento ed un decreto-legge. Per cui mi aspetto che l’incontro finisca con parole di incoraggiamento ad approvare in parlamento il provvedimento deliberato in Consiglio dei Ministri. L’approvazione parlamentare sarà tutt’altra impresa, data la feroce guerra civile che ormai sta imperversando nella maggioranza, che potrebbe squagliarsi al primo voto significativo alla Camera. D’altra parte credo che le mosse di Napolitano, che sta già facendo le consultazioni per sostituire Berlusconi, rendano molto probabile che il vertice di Cannes sia l’ultimo vertice internazionale che vedrà il nostro sciupa-escort nella foto di gruppo.
Il che, per la percezione dell’Italia che regna sui mercati, sarà un’ottima notizia e dovrebbe alleggerire la pressione sul nostro spread, specie se sarà Monti a prendere il timone col governo tecnico.
Credo che oggi i mercati sconteranno piuttosto l’esito dell’incontro tra i padroni d’Europa e Papandreu, di cui i giornali dicono poco, ma che potrebbe avere conseguenze molto pesanti.
Merkel e Sarkozy sono stati durissimi col leader greco, dicendo che i greci sono liberi di scegliere se stare nell’euro oppure uscirne, ma che comunque la salvezza dell’euro viene prima della salvezza della Grecia. Per cui sono pronti a scaricarla. E per chiarire meglio il concetto hanno annunciato il blocco degli aiuti alla Grecia (i famosi 8 miliardi) fin quando non sia svolto il referendum e, naturalmente, sia vinto da quelli che accettano il piano europeo.
La Grecia si trova così tecnicamente vicina la fallimento ed ha soldi in cassa fino ai primi di dicembre, più o meno alla data del referendum, che dovrebbe tenersi il 4.12.
La situazione è quindi assai ingarbugliata e non promette nulla di buono, anche perché la FED ieri ha aggiunto alla lista delle cattive notizie di fonte europea, la secca revisione delle stime di crescita americana, prendendo atto, come sempre in ritardo, del rallentamento estivo e del calo di fiducia. Però non ha ancora deciso misure di sostegno, che il mercato agogna come l’acqua nel deserto. Saranno diventati un po’ tedeschi anche gli americani?

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