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Il Rimbalzo e' gia' un ricordo
04/10/2011 16:30

Credevo che Wall Street riuscisse a rimbalzare ancora una volta sui supporti, appoggiandosi ai dati macroeconomici particolarmente positivi comunicati ieri.
Invece evidentemente qualcuno in USA sapeva o intuiva che nella notte l’Eurogruppo avrebbe rimandato ancora la concessione degli stramaledetti 8 miliardi alla Grecia; che dopo Morgan Stanley anche Goldman Sachs avrebbe tagliato le stime di crescita e annunciato come probabile una recessione anche in Germania e Francia; ma soprattutto che stamane una grande banca europea, la franco-belga Dexia, avrebbe dichiarato seri problemi di liquidità e minacciato la bancarotta. Del resto già ieri pomeriggio il futuro Presidente della BCE Draghi aveva sibillinamente dichiarato che “alcuni istituti di credito europei hanno difficoltà a reperire la liquidità necessaria”.
Tutto ciò spiega perchè la fase finale della seduta americana sia stata ad alta tensione, con l’indice SP500 che ha sfondato alla grande quota 1.120, concretizzando un segnale ribassista forte e chiaro che chiama a gran voce l’indice verso l’area compresa tra 1.010 e 1.040. Un punto d’arrivo che potrebbe essere raggiunto abbastanza in fretta, come si può chiaramente evincere dalla partenza odierna in deciso calo, a proseguire il cammino ribassista della seduta precedente.
Le borse europee non hanno certo atteso l’apertura americana per mettersi di cattivo umore e, trascinate dal crollo dei bancari, hanno annullato un’altra bella porzione del recupero messo a segno la scorsa settimana, riproponendo alla nostra attenzione i supporti di area 5.000 per il Dax tedesco e 13.300 per il nostro FTSE-Mib.
Il clima torna pertanto a farsi assai perturbato sull’azionario, mentre riprendono a volare i bond-rifugio di USA e Germania, gli spread dei PIGS e le paure che ci hanno accompagnato per tutta l’estate.
Chi credeva che il peggio fosse già passato oggi ha buoni argomenti di riflessione e deve aggrapparsi alla speranza che i supporti tengano.
Certo, se continua lo stillicidio di cattive notizie dal fronte della Grecia e delle banche, ormai legate in un abbraccio mortale, e qualcuna dovesse effettivamente arrivare sull’orlo del fallimento, avremmo tutti gli ingredienti per rivedere le sventole del 2008 ed allora, probabilmente, neanche quota 1.000 di SP500 potrebbe riuscire a contenere il panico.
 

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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