Gli eccessi di ribasso hanno creato le condizioni, ma a ridare vita ad un settore che sembrava morente è stata la fiducia che i grandi hyperscaler (Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft) hanno confermato al business dell’Intelligenza Artificiale nelle loro trimestrali, mantenendo i progetti di investimento nei datacenter che ospitano i cloud dove i software AI possono allenarsi e sostituirsi alle attività cerebrali umane.
Dopo l’arrivo mercoledì sera della trimestrale di Microsoft e ieri sera di quella di Amazon si è completato il quadro di immutata fede nel business del secolo, mentre gli investimenti che parecchi temevano che sarebbero stati ridotti per evitare un aumento del rischio sulla sostenibilità del debito, sono invece stati sostanzialmente confermati.
La conferma degli investimenti significa conferma della domanda di chip e memorie, oltre a quella di energia sostenibile e infrastrutture fisiche che ospitano i datacenter che stanno sorgendo come funghi nei posti più impensabili, non senza proteste della popolazione civile che deve sopportare gli “effetti collaterali” di disturbo sull’ambiente circostante.
Così i titoli del settore semiconduttori, che fino a mercoledì sono stati scaricati come se trasmettessero l’Ebola, di punto in bianco sono risorti nelle liste della spesa degli operatori finanziari.
Ieri ho dovuto riportare le cifre della morte apparente di questo settore, così come certificate dal Philadelphia Semiconductor Index (-15,3% nelle 4 precedenti sedute e -28,7% dal massimo storico del 22 giugno. Oggi riporto le cifre dell’apparente rinascita che è avvenuta ieri. Il medesimo indice ha registrato un rimbalzo da +8,19%, recuperando assai più della scivolata della seduta precedente.
Un tale risveglio si è ovviamente propagato anche agli indici più generalisti. A beneficiarne maggiormente è stato ovviamente l’indice della tecnologia Nasdaq100 (+3,36%), ma anche SP500 ha festeggiato (+1,66%) e rialzi inferiori, ma al di sopra del punto percentuale sono arrivati anche sul DowJones e sul Russell2000. Persino l’azionario europeo, che di semiconduttori ne ha pochi nei suoi listini, ha usufruito del traino con rialzi minori ma non disprezzabili.
Ma l’apoteosi è avvenuta sui listini asiatici questa notte. L’exploit lo ha fatto l’indice Kospi, che sembra essere diventato uno strumento finanziario a leva sui semiconduttori. Dopo aver perso oltre -40% in 29 sedute, dal massimo storico del 19 giugno a ieri, questa notte, seguendo ed amplificando l’esempio di Wall Street, ha effettuato un super-mega rimbalzone (credo che le iperboli bastino) di +17,9%. In un giorno ha fatto un rimbalzo che sarebbe un ottimo risultato fare in un anno.
L’esperienza mi ha insegnato a diffidare delle esagerazioni della volatilità, specialmente quando i movimenti sono moltiplicati dall’effetto leva di chi si indebita per comprare o mantenere i titoli.
Quasi mai i rimbalzi più cospicui sui mercati finanziari arrivano alla fine di un ciclo ribassista. Più spesso capitano a metà. E questo significa che il rimbalzo dura poco e viene seguito da nuove ondate di vendita che spingono gli indici a terminare ancora più in basso il loro ciclo ribassista.
Faccio notare che il rimbalzo dell’indice Nasda100, che abbiamo visto ieri, è servito ad annullare il segnale ribassista inviato quando ha rotto al ribasso il triangolo che lo invischiava da oltre un mese e mezzo. Ieri è tornato alla base del triangolo ed oggi ha l’opportunità di rientrare nella figura. Però l’inversione rialzista avverrà solo quando verrà superato il livello di 29.177, che rappresenta il massimo da cui è partito l’ultimo impulso ribassista di sei sedute negative consecutive che hanno portato Nasdaq100 fino al minimo di mercoledì scorso. Di strada da fare ce n’è parecchia e dubito che possa essere fatta in un battibaleno e senza arretramenti che vadano a formare qualche supporto che serva da conferma.
Nella mia ormai piuttosto lunga esperienza ho visto tanti rimbalzi partiti alla grande, ma durati non più delle classiche 3 sedute e poi seguiti da nuove ondate di vendita che hanno prolungato il ribasso che appariva erroneamente finito.
Per questo servono conferme e la pazienza di attenderle, sapendo che se inversione sarà, vorrà dire che se ne è persa la parte iniziale. Ma se è solo un rimbalzo si lascia agli altri la sofferenza di verificarlo sulla propria pelle.
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