Se oggi i mercati asiatici aperti sono crollati e quelli occidentali potrebbero seguirli ci sarà qualche superstizioso che darà la colpa al venerdì 17.
I non superstiziosi invece prendono atto che già ieri l’umore di Wall Street si era nuovamente capovolto verso il pessimismo, tanto da far etichettare come quasi miracoloso il fatto che gli indici europei, dopo essere scesi parecchio nella prima parte della loro seduta, siano riusciti a recuperare quasi tutto e rimanere nel limbo della lateralità, che li accoglie e protegge dal 9 luglio in poi. Pochi decimi di ribasso a fine seduta per la maggior parte dei principali indici azionari di Eurozona, e segno leggermente positivo per l’indice spagnolo Ibex e per Eurostoxx50.
A Wall Street, invece, la partenza è stata subito in calo per colpa dei titoli dei produttori di Semiconduttori e di memorie, venduti alla grande dopo la trimestrale di Taiwan Semiconductor (TSMC), che ha battuto ampiamente le stime degli analisti sugli utili e di poco quelle sui ricavi. Ma nella seduta americana (il titolo è quotato anche sul Nyse) ha perso -2,32% e nell’after hours ha continuato a scendere. Quel che è successo a TSMC è sintomatico dell’ottica che guida ora gli operatori che amano scommettere sulle trimestrali.
L’indice Philadelphia Semiconductor (SOX), che fotografa l’andamento del settore che chip del Nasdaq, nonostante la correzione che sta mostrando da fine giugno, vanta ancora un guadagno del +68% da inizio anno. Ma i possessori di questi titoli sono decisamente sotto pressione emotiva perché al massimo storico del 22 giugno scorso il guadagno da inizio anno era del +107%. Hanno ora una forte tentazione a portare a casa quel che è rimasto. Perciò tendono a scaricare i titoli che presentano trimestrali magari discrete o persino buone, ma non spettacolari. A TSMC non è bastata una trimestrale buona per evitare le prese di beneficio.
L’effetto imitativo si è diffuso a Wall Street su tutti i titoli del settore provocando una debacle dell’indice SOX (-4,29%). Perciò Nasdaq100 ha dovuto cedere parecchio (-1,62%), contagiando anche il più generalista SP500, che però ha tenuto assai meglio (-0,51%), grazie alla rotazione che ha in parte compensato la debacle della tecnologia.
Va notato che l’indice Nasdaq100 ha sfondato la media a 50 sedute ed è atterrato a fine giornata proprio sul bordo inferiore del triangolo di indecisione che lo ingabbia dal 3 giugno. La sua tenuta oggi è fondamentale quanto difficile, perché questa notte dagli indici asiatici aperti è arrivato un chiaro segnale di cedimento di nervi. L’indice giapponese Nikkei ha lasciato sul terreno -3,96% e gli indici cinesi sono ruzzolati quasi altrettanto (-3,05% l’indice di Shanghai, ma -5,4% l’indice tecnologico di Shenzhen).
L’indice coreano Kospi si è salvato solo perché la borsa oggi è rimasta chiusa per una festa nazionale. Ma certo riceverà la sua dose di pressione lunedì prossimo.
La seduta odierna si apre perciò sui carboni ardenti, perché uno sfondamento del triangolo da parte di Nasdaq100 aprirebbe ad una estensione abbastanza profonda della correzione in atto. L’obiettivo grafico del segnale ribassista diventerebbe l’area 26.500 punti, dove tra qualche seduta arriverà la media a 200 giorni. Rispetto ai 29.026 punti della chiusura di ieri si tratterebbe di un possibile ulteriore calo del -8,7%.
E’ difficile pensare che una eventuale prospettiva così drammatica possa lasciare indenni SP500 e gli indici europei.
I superstiziosi facciano gli scongiuri.
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