Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

L'IRAN RESISTE E I MERCATI CAPITOLANO
04/03/2026 09:30

La guerra del Golfo ha vissuto ieri la sua quarta giornata ed ha comunicato agli interessati ed ai mercati finanziari qualche notizia per nulla entusiasmante.

La prima è stata che quelli che comandano ora in Iran, anche se Trump dice che vogliono riprendere le trattative, hanno ancora armi e le stanno abbondantemente usando contro Israele e le basi americane dislocate nei paesi dell’area alleati agli USA (Arabia, Emirati Arabi, Qatar, Bahrein, Kuwait e Giordania). In alcuni di questi paesi sono anche stati anche colpiti zone residenziali, porti e raffinerie. Sono anche state attaccate una base britannica a Cipro e una francese negli Emirati. L’Iran ha mostrato i muscoli ed ufficialmente avvertito che qualunque paese europeo che fornirà supporto logistico agli attacchi americani sarà considerato obiettivo legittimo di rappresaglie iraniane. Intanto si sta organizzando per nominare la nuova Guida Suprema che, con poca fantasia, dovrebbe essere il figlio di Khamenei. Se non basta, segnalo anche che in Libano sono entrate le truppe di Israele per una resa dei conti definitiva con le milizie filoiraniane di Hezbollah.

Tutto questo ci sottolinea che questa guerra non è paragonabile ad altre imprese militari trumpiane dei mesi passati e che l’Iran non è il Venezuela di Maduro. Anche perché nel frattempo dallo Stretto di Hormuz non passa più nessuna imbarcazione e il 20% del traffico globale di petrolio e gas liquefatto è bloccato.

Le ultime dichiarazioni sconclusionate e discordanti di Trump e dei suoi ministri ci fanno anche capire che l’attacco è stato organizzato con la convinzione che ci sarebbe stata una guerra lampo che avrebbe portato al potere la popolazione ostile al regime. Ma finora gli oppositori sono chiusi in casa a ripararsi dai missili americani. Nessuno si sta muovendo e la Casa Bianca non ha un piano B.

L’allargamento del conflitto e della sua durata non sono più un rischio, ma una realtà, con cui anche i mercati questa settimana hanno dovuto fare tristemente i conti. Ieri hanno capitolato i mercati azionari europei, con perdite record, mai viste dopo il dramma dei dazi reciproci di Trump di inizio aprile 2025. Questa notte li hanno imitati gli indici asiatici (eccetto quelli cinesi, che tengono meglio). In Corea, che aveva stupito il mondo per il rally di oltre +50% compiuto nei primi due mesi del 2026, le negoziazioni nella notte sono state addirittura sospese e si sono concluse con un esplicito -12%, che si è aggiunto al -7,4% della seduta di ieri.

Tornando all’Europa, ieri tutti  principali indici azionari hanno perso tra il -3% e il -4,5%. Eurostoxx50 sintetizza la capitolazione generale con una perdita di -3,68%. I peggiori indici sono stati quelli che nella prima parte dell’anno sono andati meglio e su cui c’erano maggiori profitti da mettere al sicuro: quello italiano (ieri -3,92%) e quello spagnolo (-4,56%).

Sono stati colpiti quasi tutti i settori, anche quello dei petroliferi, perché il prezzo del petrolio sale per strozzature all’offerta. L’unica eccezione positiva (per modo di dire) è stata il comparto degli armamenti, che ovviamente è quello che ci guadagna dalle distruzioni belliche.

Le strozzature nell’offerta di petrolio e gas hanno portato il prezzo del WTI Crude Oil (quello americano) a sfiorare i 78 $ al barile, mentre il Brent ha toccato 85 $. Entrambi poi sono scesi un po’, ma conservando cospicui guadagni di giornata. Il gas naturale di Amsterdam, quello che interessa ai cittadini europei, perché alle sue quotazioni è legato il costo dell’energia elettrica che arriva nelle bollette, è arrivato a fare un massimo di seduta oltre i 65 euro, per poi assestarsi a 54 circa. Si noti che il giorno prima dell’attacco all’Iran la quotazione era meno di 32 euro.

La parte del leone ha continuato a farla il dollaro, che i muscoli mostrati da Trump hanno riportato in auge come valuta forte. Il Dollar Index è tornato ad avvicinare quota 100, abbandonata a fine novembre 2025.

La forza del dollaro ha fatto perdere un po’ di smalto ai metalli preziosi, riducendone il ruolo di bene rifugio ed invogliando qualcuno a realizzare i forti guadagni accumulati, dato che l’Oro aveva riavvicinato il massimo storico.

Ha però aiutato Wall Street a raddrizzare la barra dopo uno svarione iniziale, che ha portato SP500 e Nasdaq100 a violare al ribasso il supporto dei minimi di gennaio per piombare su valori del dicembre scorso. Ma, dopo una prima ora terribile, è partito il rimbalzo che ha ridotto parecchio la perdita, fissandola in chiusura intorno al -1% (segno di forza se confrontato con le debacle europee).

Oggi è probabile che si tenti il rimbalzo, ma sarà la durata della guerra a determinare la durata e l’ampiezza della correzione.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

UN AIUTO PER LA TUA OPERATIVITA'

I nostri SERVIZI INFORMATIVI ti aiutano a guadagnare in borsa con un metodo chiaro, semplice, efficace e, soprattutto, replicabile!
 

GOLD, Report Quotidiano sul Mercato Azionario, fornisce ogni giorno ANALISI sui principai indici, analisi e INDICAZIONI operative sul AZIONI di ITALIA, USA e su ETF-ETC quotati.   Prova 1 mese GRATIS!

GAP, Report settimanale per investire con ottica di medio periodo su ETF-ETC e AZIONI di ITALIA  e USA  Prova 1 mese GRATIS!

In più avrai la possibilità di partecipare ai Webinar FOCUS mensili di approfondimento, riservati agli iscritti a GOLD e GAP.