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SEMPRE PIU' IN ALTO, TRA MINACCE E PROMESSE
03/10/2025 09:30

Mercoledì abbiamo preso atto che il shutdown e il calo dell’occupazione in USA non hanno per niente intimorito Wall Street, che ha visto gli indici salire a nuovi massimi storici in gran parte per merito del settore farmaceutico, dopo l’accordo tra Pfizer e l’Amministrazione USA per schivare tre anni di dazi, che si è aggiunto al rinvio dei dazi del 100% sui farmaci importati in USA, che avrebbe dovuto partire proprio il primo ottobre. Anche Eurostoxx50 ha avuto un sussulto di positività, andando a migliorare il suo massimo storico.

Ieri sono state nuovamente le grandi della tecnologia a dare il cambio per trainare l’azionario  USA a migliorare ancora il massimo storico di SP500 e Nassdaq100, mentre lo spunto rialzista europeo si è trasformato in euforia, con un’altra seduta assai brillante di Eurostoxx50, che con gap rialzista ha confermato l’esuberanza del giorno precedente ed aggiunto ben 85 punti al suo massimo storico de giorno prima.

Si è rivisto anche il traino dell’indice Dax, risvegliatosi dal lungo letargo estivo e nuovamente somigliante al grintoso indice tecnologico americano, di cui cerca di replicare le gesta, riavvicinandosi a portata di sorpasso al suo massimo storico del 10 luglio scorso.

Il risveglio tedesco va attribuito, oltre che ai titoli del settore armi, sempre ben comprati, all’inizio del trimestre in cui il piano Merz di corposi investimenti, in gran parte per la difesa, comincerà ad essere attuato e a portare nuovo carburante alla crescita economica tedesca.

Perciò in Europa si è rivista una salita giornaliera superiore al punto percentuale per Eurostoxx50, per il Dax tedesco  e persino per l’indice francese Cac, mentre sono mancati all’appello della chiamata all’euforia gli indici italiano Ftsemib e lo spagnolo Ibex, entrambi in leggero calo perchè penalizzati dalle proteste pro-Pal, ma soprattutto dalla seduta correttiva del settore bancario, molto rappresentato in questi due indici.

A Wall Street, dopo gli iniziali record storici, la seduta ha perso, col passare del tempo, un po’ di smalto per l’arrivo di qualche presa di beneficio, ma è riuscita a chiudersi con il quinto rialzo consecutivo sia per SP500 (+0,06%) che per Nasdaq100 (+0,37%). Una serie che dovrebbe assicurare il saldo settimanale positivo.

Intanto il shutdown ha limitato l’arrivo di dati economici USA e gli operatori si sono dovuti accontentare dei soliti show mediatici di Trump, che ieri ha alternato minacce e promesse.

Le minacce hanno riguardato i lavoratori pubblici lasciati a casa dalla chiusura degli uffici. Ribadendo che la colpa del shutdown è dei democratici, ha confermato che, se il shutdown sarà lungo, non riassumerà tutti i lavoratori temporaneamente licenziati, ma trasformerà in licenziamento definitivo quello dei posti di lavoro meno redditizi.

Il problema è come misurare quali mansioni sono meno redditizie. La regola di Trump è che i servizi approvati dai democratici e quelli che interessano meno al suo elettorato sono i meno redditizi.

Ovviamente, il rovescio economico della medaglia elettorale è che gli occupati diminuiranno ancor più di quanto stia già succedendo, per colpa del rimpatrio forzato di molti immigrati considerati irregolari a prescindere, e delle incertezze sui dazi che bloccano le assunzioni per molte imprese. Come il calo dell’occupazione possa essere compatibile con l’America Great Again, solo lui lo sa.

Ma per risvegliare l’ottimismo dell’America ed alzare il suo consenso personale, ecco arrivare una fantastica promessa. Siccome i dazi stanno fornendo un cospicuo gettito fiscale derubato al libero mercato, che lui stima addirittura in 1.000 miliardi di $ aggiuntivi, sta valutando di distribuire ad ogni americano un dividendo di 1.000 o 2.000 dollari.

Intanto, mentre pare ancora in stallo il tanto discusso e decantato Piano Trump per la Palestina, sembra che il pendolo degli orientamenti del Presidente USA, che da giorni ha fatto trapelare l’intenzione di inviare missili a lungo raggio Tomahawk all’Ucraina per premere sulla Russia affinchè accetti i negoziati di pace, ora si stia spostando verso l’estremo opposto, cioè a cambiare idea, dopo che Putin ha avvisato che l’invio di quei missili segnerebbe una nuova escalation nel conflitto.

Come si chiama questa strategia trumpiana? Si chiama TACO.

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