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A POKER CON POWELL E LAGARDE
30/01/2023 09:30

La quarta ed ultima settimana piena di gennaio, completamente orfana delle borse cinesi, che hanno festeggiato il loro lungo Capodanno, ha ripresentato sulle borse USA l’atteggiamento euforico delle prime due e digerito con eleganza le perplessità di quella precedente. In questo modo i mercati cercano di infondere nella FED il coraggio di dichiarare presto, se non subito, la vittoria sull’inflazione e deporre le armi della stretta monetaria. Invece in Europa ha cominciato a prevalere un po’ di cautela, dovuta al peso della folle corsa dei listini europei nell’ultimo trimestre 2022, oltre che alla constatazione che la BCE non sta ancora ottenendo contro il rialzo dei prezzi gli stessi risultati che può vantare la FED, e potrebbe perciò voler proseguire per qualche altro mese la politica di rialzo aggressivo dei tassi ufficiali in Eurozona.

Il risultato settimanale sui mercati azionari è stato molto buono per gli indici USA (+2,5% per SP500 e +4,7% per il tecnologico Nasdaq100), mentre in Europa abbiamo visto performance settimanali positive, ma meno eclatanti. Solo l’indice italiano, trainato dalle banche, è riuscito ad eguagliare la performance di SP500, mentre Eurostoxx50 si è dovuto accontentare di un più modesto +1,4%, mentre il tedesco Dax ha racimolato solo +0,77%.

I rendimenti obbligazionari, dopo un mese di gennaio in sensibile calo, hanno mostrato una certa stabilizzazione, man mano che il tempo che ci separa dai verdetti monetari delle banche centrali si fa sempre più stretto.

Tornando all’azionario, va segnalata la buona prova di forza da parte degli indici USA, che sono riusciti a superare importanti resistenze (la media a 200 sedute e la trendline discendente che ha sempre respinto i precedenti tentativi di inversione attuati nel 2022). SP500 è ora a soli 22 punti, circa lo 0,5%, dalla importante resistenza di quota 4.100, che ha respinto il 1° ed il 13 dicembre scorsi i tentativi di portarsi fino a recuperare metà del calo dai massimi storici avvenuto nel corso del 2022. Questa metà del guado per tornare sulla riva dove pascola il toro è posto in area 4.150.

Nasdaq100 invece sta correndo di più perché la sua riva rialzista è molto più lontana. Sebbene abbia raggiunto i 12.166 punti dell’ultimo massimo discendente del 13 dicembre, il suo recupero è appena un quarto del forte calo dal suo massimo storico.

Eurostoxx50, in rappresentanza dell’azionario europeo, avendo già fornito, dalla seconda metà di ottobre in avanti, manifestazioni di euforia piuttosto sostenuta, che l’hanno portato a recuperare oltre i tre quarti del suo calo dai massimi del 2022, comincia a sentire il peso della sua sovraperformance, che non si sposa molto bene con l’intenzione espressa dalla BCE, di continuare per un po’ ad alzare i tassi di interesse ufficiali.

Ecco perché, sebbene non abbia potuto mancare l’appuntamento col rialzo, trainato da Wall Street, è    

apparso un po’ affaticato ed ha accusato il peso di evidenti divergenze ribassiste presenti sugli oscillatori MACD e RSI, che quasi sempre anticipano le fasi correttive.

Lo sguardo è ora rivolto alla settimana che inizia oggi, con molti appuntamenti importanti che dovrebbero indirizzare i mercati.

Si comincia dalla prima misura preliminare dell’inflazione europea. Domani la comunica la Germania e mercoledì arriverà il dato di Eurozona. Ma mercoledì la scena sarà calamitata dalla FED che comunicherà l’atteso rialzo da 25 punti base dei tassi ufficiali, ma che soprattutto, a seconda delle parole che sceglierà nel comunicarlo e delle risposte che darà Powell nella successiva conferenza stampa, potrà porgere ai mercati un messaggio dolce, oppure l’ennesimo ceffone, che andrebbe ad aggiungersi ai due assestati in agosto, da Powell a Jackson Hole, e a dicembre, dalla riunione che ha ribadito la necessità di alcuni altri rialzi futuri.  

Giovedì sarà la volta della BCE, dove i falchi sembrano dominare più che in FED. Per concludere poi venerdì, con il solito dati mensile sulla creazione di buste paga, sempre molto osservato dai mercati.

Non dimentichiamo però le trimestrali, che questa settimana ospitano molti grossi calibri, soprattutto giovedì, quando il trio Apple, Alphabet, Amazon cercherà di rubare la scena a Madame Lagarde.

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