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RIPARTE LA SFIDA MERCATO-FED
23/11/2022 09:00

Ieri mi aspettavo una seduta anonima o quasi, la tipica seduta di attesa di un evento importante.

Invece i mercati azionari si sono agitati abbastanza, con un saliscendi mattutino di quasi un punto percentuale e ripetuto cambiamento di segno da parte di quelli europei. A fornire carburante alla volatilità sono stati il recupero del settore petrolifero dopo lo svarione del giorno precedente e alcune dichiarazioni “forti” da parte di membri del direttivo BCE e del presidente della Bundesbank.

Scaramucce che sono state poi sedate dall’apertura di Wall Street, che ha deciso di scrollarsi di dosso quasi subito le incertezze delle due precedenti sedute e di riprendere il discorso rialzista interrotto il 15 novembre. Con una seduta in progressione piuttosto lineare e tutta con il segno positivo davanti, il principale indice SP500 ha presto superato i massimi delle ultime 4 sedute, che facevano da resistenza appena sopra quota 3.980 e con un mini-rally delle ultime 3 ore ha pure scavalcato quota 4.000, chiudendo a 4.003,58 sui massimi di seduta (+1,36%). Nasdaq100 lo ha imitato (+1,48%). Una bella prova di forza, nonostante una seduta senza dati di rilievo e senza dichiarazioni di membri FED… o magari proprio per questo.

E’ così ripartita la sfida che nelle ultime settimane si sta giocando tra i mercati e la FED, che ambisce ad essere più appassionante dei mondiali di calcio, appena iniziati in Qatar.

I mercati sembrano puntare di nuovo con decisione ad una pausa imminente della manovra FED di rialzo dei tassi ufficiali, sebbene tutte le , che si sono sentite ultimamente da parte dei membri del FOMC, abbiano puntualizzato che pensare ad una pausa è ancora prematuro e che i tassi saliranno ancora per qualche mese.

Chi vincerà la scommessa questa volta?

È già qualche mese che i mercati invocano una riduzione dell’aggressività monetaria FED. Lo fanno a loro modo, cioè rimbalzando con vigore, mediante i tipici “bear market rally”, dai minimi del mercato orso che ha occupato il 2022. È capitato la prima volta nella seconda metà di marzo, quando i tassi ufficiali erano ancora molto più bassi degli attuali. Poi, in modo ancor più esteso e significativo, in estate. In entrambi i casi vennero mortificati da una FED che ignorò il grido di dolore delle borse e continuò imperterrita la sua opera di drenaggio monetario per piegare la domanda di beni e servizi e fermare la salita dei prezzi al consumo. Provocando così rapide e profonde scivolate dei listini azionari ed obbligazionari, che andarono a segnare minimi sempre più bassi.

I mercati da qualche settimana ci stanno senza dubbio riprovando e sono tornati a sfidare la FED con un rimbalzo meno euforico dei precedenti, ma comunque caparbio, che dura dal 13 ottobre, quando fu segnato l’ennesimo minimo discendente dell’anno e da lì ripartì la narrazione che la FED si sarebbe fatta presto intenerire dal sangue che si vedeva sugli indici di borsa.

Anche la robusta ripresa del movimento rialzista di breve che si è vista ieri a Wall Street, dopo le perplessità della scorsa settimana, pare opera delle scommesse di investitori che credono che stavolta sarà diverso dalle precedenti e che il peggio sia passato.  

Oggi avremo una prima verifica di come la pensa la FED, poiché arriveranno stasera i verbali dell’ultima riunione del FOMC. Ufficialmente dovrebbero essere la fotografia di quel che pensava la FED il 2 novembre scorso, quando si svolse l’ultima riunione. Ma c’è l’abitudine a Washington di redigere i verbali a posteriori, in modo da trasmettere all’opinione pubblica più un messaggio per il futuro che una foto del passato. Sarà quindi molto importante analizzare le parole ed i toni, il detto ed il non detto, che uscirà da questi verbali. Gli operatori li leggeranno attentamente per ricalcolare la probabilità che le scommesse rialziste stavolta siano azzeccate.

Peccato che i verbali arriveranno alla vigilia di una festività, perché se non saranno così chiari da essere compresi appieno, lasceranno praticamente per due sedute i mercati europei nell’incertezza interpretativa e nel disagio di dover passare domani e venerdì praticamente senza il faro americano, che si spegnerà per la Festa del ringraziamento e si accenderà solo a mezzo servizio nella giornata del black Friday di venerdì.

Intanto ieri l’Europa, dopo le incertezze del mattino, si è rinfrancata nel vedere il passo americano, ed ha chiuso la seduta con Eurostoxx50 in rialzo (+0,53%) e tornato a poca distanza dal massimo del 18 novembre.

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