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DOPO QUATTRO RIALZI OCCHIO ALL'INFLAZIONE USA
13/09/2022 09:00

L’ansia di vendere, che abbiamo visto per sette sedute dal giorno di Jackson Hole, si è rapidamente trasformata in ansia di acquistare a metà della scorsa settimana. Da allora abbiamo visto ben 4 sedute di forte rialzo sugli indici USA. Quelli europei, che hanno atteso la performance aggressiva della BCE di giovedì scorso prima di muoversi, si sono poi adeguati all’entusiasmo dell’azionario americano con un paio di sedute piuttosto baldanzose.

La seduta di ieri ha perciò potuto iniziare la settimana come era finita quella precedente, estendendo ancora il rimbalzo dell’azionario. SP500 (+1,06%), Nasdaq100 (+1,20%) e, in Eurolandia, Eurostoxx50 (+2,14%), Dax (+2,40%), FtseMib (+2,33%) hanno brillato ancora e in poche sedute hanno riportato il barometro del sentiment degli operatori dal panico all’euforia.

Se guardiamo i grafici a scansione oraria, che vengono usati per leggere l’impostazione di brevissimo termine, scopriamo che sia SP500 che Eurostoxx50, che nella prima seduta di settembre versavano in condizioni di eccesso ribassista con l’indice RSI(14), ieri hanno raggiunto la situazione opposta di eccesso rialzista. Come se, improvvisamente, proprio quando le banche centrali hanno confermato che i timori post-ferragostani di forte e durevole aggressività monetaria erano ben fondati, sul mercato sia scattata l’ansia di voltare pagina e pensare positivo.

Tutti sanno che i mercati anticipano. Ma questa volta la sensazione è che la voglia di anticipare la fine del mercato orso sia un tantino affrettata.

Questo in atto potrebbe essere l’ennesimo “bear market rally”, cioè un rialzo effimero all’interno di un movimento ribassista. Durante i mercati orso di medio-lungo periodo se ne vedono tanti.

Se si tratta di questo, e se l’euforia continuerà anche oggi, non dovremmo vedere SP500 superare l’area 4.200, né Eurostoxx50 l’area 3.700. Se gli operatori di brevissimo respiro hanno scommesso, per ora con successo, sulla tenuta di area 3.900 da parte dell’indice guida USA SP500, penso che difficilmente resisteranno alla tentazione di cogliere i veloci profitti ottenuti dalle parti di 4.200 e magari di mettersi al ribasso per scommettere sul trading range 3.900-4.200.

Se invece i mercati riuscissero a prendere un po’ di respiro, consolidando per qualche giorno senza scendere troppo, allora è possibile che l’attacco a 4.200 possa avere la benzina necessaria per sfondare l’ostacolo e puntare al successivo muro da scavalcare, cioè quel 4.325 (coincidente con 3.819 di Eurostoxx50) su cui si arrestarono il giorno dopo Ferragosto le velleità del rally estivo.

È quello il vero bivio. Sarà il superamento di 4.325 a decretare, eventualmente, la morte del mercato orso e la ripartenza del toro di lungo periodo.

Come si vede la strada è ancora lunga e piena di insidie.

La prima sarà oggi, poiché è in arrivo il dato sull’inflazione USA di agosto. Per l’indice globale dei Prezzi al Consumo le previsioni sono per un calo a 8,1% dal 8,5% di luglio. Sarebbe il secondo mese consecutivo di discesa e confermerebbe il picco al 9,1% di giugno. Per l’inflazione core, che non comprende nel paniere i prezzi dei prodotti energetici e degli alimentari freschi, ed è l’indice più seguito dalla FED, le previsioni sono invece per un rialzo al 6,1% dal 5,9% di luglio.

Se le previsioni venissero confermate non si vedrebbe ancora nulla in grado di ammansire la FED. Anzi, diventerebbe certo il rialzo di 0,75% dei tassi nella riunione del 21 settembre prossimo e probabile un rialzo di almeno 0,5% nella successiva riunione del 2 novembre.

Non sarebbero certo condizioni monetarie in grado di stimolare rialzi duraturi ed estesi dei mercati azionari, a meno che cresca ancora lo scollamento tra speculazione e realtà economica.

Se invece anche l’inflazione core dovesse sorprendentemente piegare la testa, scendendo invece di salire, allora potremmo vedere altro champagne scorrere sui listini, con SP500 che potrebbe andare a scavalcare quota 4.200 fin da subito, andando a accarezzare il sogno dell’atterraggio morbido e della FED che arresti la manovra restrittiva prima del previsto. Verrebbero trascinate al rialzo anche le borse europee, che di inflazione in calo nell’Eurozona non sentiranno parlare ancora per un po’.

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