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C'E' IL RIMBALZO, PER ORA SOLO TECNICO-EMOTIVO
08/09/2022 09:00

Dopo la lunga serie di sedute negative, ieri sui mercati azionari occidentali è tornata infine la voglia di rimbalzo, che ambisce a riportare gli indici principali dalle parti in cui erano prima della sventola comunicativa di Powell, che il 26 agosto, a Jackson Hole, ha frustrato le speranze estive di inversione rialzista dei mercati, confermando che i rialzi dei tassi FED proseguiranno aggressivi ancora per un po’, per abbattere l’inflazione.

Il ritorno delle vendite ha provocato, da quel giorno fino a martedì scorso, 6 sedute negative su 7 per SP500 e Nasdaq100 e 6 sedute negative su 8 per Eurostoxx50, che è timidamente salito anche martedì. Una negatività molto evidente.

Neanche ieri, in realtà, sono mancate le incertezze, dovute alla necessità degli indici europei di adeguarsi al calo di Wall Street della seduta precedente. Così Eurostoxx50 ha passato in negativo gran parte della sua seduta, fino all’apertura di Wall Street. Solo la constatazione che in USA tirava aria di rimbalzo ha attirato qualche compratore, consentendo una chiusura almeno non negativa all’indice delle blue chips europee (+0,05%).

Il rialzo è poi proseguito vivace senza incertezze a Wall Street, fino al termine di una seduta che ha fatto vedere numeri che da un po’ di giorni non si vedevano più: +1,83% per SP500 e +2,07% per il tecnologico Nasdaq100.

Attribuisco questo rimbalzo a motivazioni tecniche e psicologiche. Come ho segnalato nel commento di ieri, il calo intenso dei giorni che hanno seguito l’aggressività di Powell aveva prodotto eccessi ribassisti sugli indicatori di forza nel grafico orario di SP500 (e anche del Nasdaq100), mentre l’ulteriore scivolata di martedì ha generato divergenze rialziste molto evidenti, che spesso attirano compratori e provocano rimbalzi.

Aggiungiamo poi, dal lato dell’analisi comportamentale, che oggi è prevista la riunione della BCE, con seguente Conferenza Stampa di Lagarde e poi ci sarà un nuovo intervento di Powell, il primo dopo Jackson Hole.

Partirei dal dato di fatto che il calo delle ultime settimane ha recepito nei prezzi l’aggressività della FED, ma anche l’inedita aggressività della BCE, che si trova ad affrontare un’inflazione in Europa più persistente e galoppante di quella USA, partendo da un livello dei tassi ufficiali più basso di quello già modulato dalla FED (solo 0,50% per l’Eurozona contro il 2,50% in vigore ora in USA). Non a caso le attese sono per un rialzo odierno da parte della BCE da 0,75%, cioè di entità mai vista nella storia della BCE.

Inoltre, le stime di crescita previste in Europa sono molto più deboli delle previsioni sull’economia americana. Mentre in Eurozona la recessione è altamente probabile ed è quasi certa per i paesi più colpiti dalla crisi energetica (Germania ed Italia), in USA molti indicatori mostrano ancora un ciclo robusto. Non sono pochi a prevedere che la recessione in America sarà evitata o, se verrà, sarà molto debole e rapida.

Per questi motivi ha senso aspettarsi un’aggressività della BCE superiore a quella già incorporata nei prezzi? Probabilmente no. Allo stesso modo, le previsioni di rialzo dei tassi FED per la riunione di fine settembre ora danno come altamente probabile un altro rialzo da 0,75%, che porterà i tassi ufficiali sui FED Funds al 3,25%. Queste attese sono già incorporate nei prezzi. È lecito aspettarsi di peggio? Anche qui probabilmente no.

Allora le sorprese possono venire solo dall’altra parte. La BCE potrebbe alzare solo di 0,50% e nei prossimi giorni, se usciranno dati che confermeranno il calo dell’inflazione in USA, la FED potrebbe anche concedere qualche parola più accomodante, portando l’accento sulla fase di stabilizzazione dei tassi.

Perciò ieri qualcuno deve aver chiuso qualche posizione ribassista o di copertura, unendosi a quelli che hanno fatto una scommessa che il calo visto fin qui basta ed avanza.

Insomma: sia i grafici che la logica concedono qualche spazio ad un rimbalzo di qualche seduta. Per ora non azzardo di più, ed attendo conferme.

Stiamo a vedere se le notizie dal fronte militare e da quello economico della guerra mondiale tra Russia ed Occidente consentiranno questo rimbalzo.

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