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CONFUSIONE SUL SUPPORTO
07/09/2022 09:00

Il ritorno di Wall Street dopo la festa del Labour Day ha deluso chi si aspettava indicazioni chiare sul futuro immediato dei mercati azionari.

La scivolata della seconda parte della seduta di venerdì scorso ha destabilizzato gli operatori, che ieri non hanno trovato sufficienti chiarimenti dal turbinio di notizie e dichiarazioni provenienti dal fronte della guerra del gas, né dai dati macroeconomici comunicati in giornata.

Così gli indici europei, che lunedì avevano recepito la brutta chiusura di settimana di Wall Street, ieri hanno rincorso le oscillazioni del future americano sull’indice SP500, il quale al mattino ha dato qualche impressione di voler tentare un rimbalzo, ma, dopo l’apertura del mercato azionario sottostante alle 15,30, è dapprima tornato rapidamente sul supporto di 3.900, sfondandolo per qualche minuto, per poi rimbalzare vigorosamente verso i massimi della mattinata europea e, nella seconda parte della seduta, adagiarsi nuovamente poco sopra quota 3.900, dalle parti del minimo di venerdì scorso.

Così la seduta non ha risolto l’incertezza, ma casomai l’ha accentuata. Gli indici europei hanno chiuso in lieve rialzo, poiché la loro seduta è terminata mentre SP500 stava rimbalzando, ma quelli americani hanno aggiunto un altro calo alla serie nera (SP500 -0,41% e Nasdaq100 -0,72%), che ora per entrambi gli indici principali totalizza ben 6 segni negativi nelle ultime 7 sedute.

Ad ampliare la confusione degli operatori sono state le dichiarazioni minacciose della Russia, che ha vincolato le forniture di gas all’Europa all’eliminazione delle sanzioni, la strana erraticità dei prezzi del petrolio, che ha iniziato la giornata in rialzo, per poi concluderla in deciso calo, le incertezze europee sul fantomatico tetto al prezzo del gas, che dovrebbe essere deciso nel vertice dei leader venerdì prossimo. I tedeschi sembrano essersi convinti, ma gli olandesi non lo vogliono. Comunque, al momento è solo uno slogan, poiché nessuno ha ancora chiarito come si potrebbe realizzare. C’è anche chi pensa che basterebbe dichiarare il “price cap” per farlo digerire alla Russia. Mi pare un tantino ottimistico.

Nel pomeriggio i dati macroeconomici sul sentiment degli imprenditori USA hanno contribuito alla confusione. Nel breve spazio di 15 minuti sono stati diffusi due diversi indicatori anticipatori relativi al settore servizi (che comprende l’80% del PIL USA), che si basano su interviste ai manager per misurarne le aspettative sul futuro immediato delle loro imprese. Entrambi hanno un valore di neutralità a 50 e comunicano attese di crescita sopra quel valore, mentre previsioni di rallentamento economico sono segnalate da valori al di sotto di quota 50.

Il PMI servizi di agosto, calcolato da Markit, è uscito a quota 43,7, in forte calo dal 47,3 di luglio. Ma l’indice ISM Servizi di agosto, redatto dall’Institute for Supply Management, è inaspettatamente salito a 56,9 dal 56,7 di luglio.

Faccio notare che il primo indica una recessione in arrivo, mentre il secondo un rafforzamento della crescita. Inoltre, lo scostamento tra i due indicatori è così elevato e contradditorio da dare quasi l’impressione che i due indici misurino realtà diverse.

A chi credere? Evidentemente a nessuno. Così la seduta è passata nella volatilità, a vantaggio di chi opera intraday, che ha potuto cavalcare i cambiamenti di direzione di brevissimo termine.

Oggi la seduta inizierà con l’Europa nuovamente all’inseguimento delle bizze americane. Dato che la svolta ribassista americana è arrivata dopo la chiusura europea, oggi la mattinata degli indici europei dovrebbe passare in ribasso. Poi vedremo che cosa prevederà il menù americano.

Tecnicamente il grafico a compressione oraria di SP500, dopo aver mostrato valori di ipervenduto nei giorni scorsi, ieri ha presentato le prime divergenze rialziste. Quello daily non è ancora arrivato all’ipervenduto ed ha ancora spazio di discesa.

Il supporto di area 3.900, seppur messo alla prova, ieri ha tenuto, anche se il rimbalzo è stato ancora una volta effimero.

Non credo che si possa rimanere ancora molto nel limbo dell’indecisione. Oggi o domani, quando la BCE alzerà i tassi ufficiali probabilmente di 0,75%, il mercato dovrebbe prendere una decisione ed impostare il prossimo movimento direzionale di breve periodo.

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