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NERVOSISMO IN AUMENTO
26/07/2022 09:00

L’inizio dell’ultima settimana di luglio è stato abbastanza nervoso e privo di direzionalità, continuando il film che abbiamo visto sui mercati azionari occidentali nella parte finale della settimana scorsa.

L’Europa, ha dovuto ancora una volta fare i conti con le magagne sul gas russo. Dopo la buona notizia della riapertura dei rubinetti del gasdotto Nord Stream 1, i russi, che evidentemente stanno giocando al gatto col topo, hanno annunciato una drastica riduzione delle forniture di Gazprom a partire da domani, mandando in fibrillazione la locomotiva tedesca, su cui è pure arrivato in mattinata il brutto dato dell’indice IFO, assai peggio delle previsioni.  La componente aspettative è stata piuttosto chiara ad indicare la recessione in arrivo per l’economia tedesca.

Il taglio del gas russo si abbatte su una UE che fatica molto ad accettare la proposta fatta dalla Commissione UE che punta alla riduzione dei consumi del 15% e alla creazione di meccanismi di solidarietà tra stati. Oggi si terrà a Bruxelles un Consiglio straordinario sull’Energia che dovrà dipanare la matassa del dissenso di alcuni stati, che sta bloccando il piano UE.

Il settore bancario, vivace in attesa delle trimestrali, è comunque riuscito a mantenere in positivo la seduta europea, con Eurostoxx50 (+0,21%) che compensa la debolezza del Dax tedesco (-0,33%) con il discreto recupero italiano (+0,8%) e spagnolo (+0,42%).

La situazione grafica appare comunque piuttosto precaria, poiché l’indice delle blue chips europee da 4 sedute viaggia in sostanziale lateralità e non riesce a staccarsi dalla media mobile a 50 sedute su cui è appoggiato. È vero che tornare nuovamente sotto la media sarebbe assai peggio, ma è altrettanto vero che la perdita di velocità direzionale (momentum è il termine tecnico) è spesso preludio ad inversioni di marcia.

Le perplessità sul futuro in USA appaiono anche maggiori. L’indice SP500 sul grafico intraday ha disegnato nelle ultime 4 sedute una figura di inversione ribassista (testa e spalle), che per il rotto della cuffia ieri ha evitato di completare, effettuando nell’ultima mezz’ora un provvisorio quanto provvidenziale rimbalzo. Questo salvataggio finale è riuscito a volgere lievemente in positivo il saldo di giornata (+0,13%) e soprattutto ha evitato per ora il segnale ribassista che, se venisse infranto il livello di 3.944, proietterebbe la continuazione del ribasso per altri due punti percentuali, fino all’area 3.865.

A differenza di quanto visto nelle ultime settimane, ieri il Nasdaq100 ha mostrato una decisa debolezza rispetto a SP500, chiudendo in negativo la sua giornata (-0,55%) e proseguendo il ribasso iniziato venerdì scorso per colpa dei titoli social media.

Sull’indice tecnologico appare evidente l’arrivo di prese di beneficio, che desiderano portare a casa i guadagni abbastanza significativi realizzati nelle ultime settimane (+11,5% il rialzo di Nasdaq100 a partire dal minimo del 16 giugno).

Perché proprio ora? Perché stanno per arrivare le trimestrali dei grandi big della tecnologia. Oggi avremo Microsoft e Alphabet, domani toccherà a Meta Platform (nuovo nome di Facebook) e Qualcomm, giovedì saranno Apple, Amazon e Intel a completare lo spettacolo settimanale delle trimestrali tecnologiche.

Possiamo escludere qualche brutta trimestrale da parte di queste big? Nessuno dotato di buon senso può farlo, per cui chi ha avuto la capacità o la fortuna di realizzare un buon rimbalzo sente forte la tentazione di accontentarsi, specialmente dopo aver assistito al flop di Snap, che venerdì ha lasciato sul terreno quasi il -40% dopo la brutta trimestrale presentata.

Le trimestrali non sono certo l’unica incognita, in questa settimana ricca di dati macroeconomici ed appuntamenti monetari. Oggi il principale sarà la Fiducia dei consumatori USA, da tempo decisamente scarsa e segnalatrice di attese di recessione.

Ma il piatto forte sarà domani, con la riunione FED che dovrebbe decidere un nuovo aumento dei tassi ufficiali di 75 punti base, portandoli al 2,50%. Siccome in ambito FED e da parte del Segretario al Tesoro Usa Yellen si continua a sostenere che gli USA non rischiano alcuna recessione, qualche analista sta persino ipotizzando che arrivi un rialzo di un punto percentuale tondo. Se così fosse non penso che i mercati la prenderebbero bene.

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