Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

SEGNALI TECNICI PREOCCUPANTI
20/06/2022 09:00

Quando l’indice SP500 americano, la guida dell’azionario mondiale, scende per 10 volte nelle ultime 11 settimane, non è che si possa menare troppo il can per l’aia. La situazione sta diventando piuttosto imbarazzante e questo 2022 comincia ad assomigliare troppo al 2008 (sì, l’anno di Lehmann Brothers).

La settimana appena trascorsa si è incaricata di portare una nuova zampata dell’orso, che ha provocato un affondo ribassista ben al di sotto del precedente minimo di 3.810, che già sembrava un’enormità. La ferita è arrivata fino a 3.637, realizzato proprio venerdì 17 (!!) ed il dolore settimanale provocato (-5,79%) è stato il più lancinante di tutta la correzione, che sta per compiere il suo sesto mese.

Con una tale negatività proveniente dall’Atlantico, tutti i mercati europei hanno seguito al ribasso il capobranco. La candela nera di Eurostoxx50, che sintetizza l’azionario di Eurolandia, ha evidenziato un -4,47% settimanale ed ha sfondato il minimo di maggio, per scendere fino a 3.420, a soli 33 punti dal punto più basso finora raggiunto in questo 2022, il 7 marzo scorso, e riaffacciarsi così all’orlo del burrone.

Persino l’indice giapponese Nikkei, che per larga parte di questo semestre aveva mantenuto invidiabili condizioni di resilienza, nell’ultima settimana ha ceduto di schianto (-6,69%) accodandosi alla negatività generale.

L’azionario cinese, approfittando degli alleggerimenti sui lockdown e delle politiche monetarie e fiscali di sostegno alla ripresa varate dal regime di Pechino, è rimasto il solo ad avere un’impostazione rialzista e a continuare il suo recupero (+0,97% in settimana per l’indice di Shanghai), che ha collezionato ben 5 settimane di rialzo delle ultime 6. Si conferma la sua correlazione inversa, che s nota da un po’ di tempo, con l’azionario americano. Una sorta di “mors tua, vita mea” che lega i destini incrociati dei due principali rivali della guerra fredda del terzo millennio.

Che cosa stia rovinando la vita agli operatori delle borse occidentali è oggetto di dibattito. Chi punta il dito sulla guerra in Europa e le sue conseguenze sui prezzi di energia e materie prime, chi sulla persistenza dell’inflazione e sulla diffidenza dei mercati circa la capacità delle banche centrali di mettere una pezza alla colpevole negligenza, mostrata per un anno, che non sia peggiore del buco.

La storia, infatti, ci insegna che combattere l’inflazione con politiche monetarie molto aggressive ha un pesante effetto collaterale. Negli ultimi 70 anni, su 12 volte in cui la FED ha combattuto in modo aggressivo le spinte inflazionistiche, ben 10 volte ha provocato una recessione.

Oggi non si intravedono ancora in USA segnali forti di recessione imminente, anche perché l’aggressività è cominciata solo da 3 mesi e il grosso deve ancora arrivare, ma qualche indicatore macroeconomico si sta già deteriorando: la fiducia delle imprese è in calo e quella dei consumatori è franata a livelli raggiunti in passato prima delle recessione; il mercato immobiliare è già in significativa riduzione, dovuta all’aumento dei tassi oltre il 5% sui mutui ipotecari a lungo termine; la curva dei rendimenti è piatta come in passato è avvenuto qualche mese prima di una recessione. Tengono ancora i PMI e le vendite al dettaglio, pur mostrando i primi rallentamenti.

SP500 ci ha però consegnato la scorsa settimana segnali tecnici preoccupanti, decretando l’aborto del tentativo di inversione di tendenza tentato a maggio. È il terzo fallimento di inversione della tendenza, dopo quelli di gennaio e di marzo. SP500 ha sfondato non solo il minimo precedente della fase ribassista in atto, ma anche il bordo inferiore dell’ampio canale rialzista di oltre 2 anni, che aveva delimitato il clamoroso recupero dei mercati dai minimi della pandemia. Questo bordo era stato testato millimetricamente dal minimo del 23 maggio, ed aveva provocato il forte rimbalzo di fine maggio, ora abortito. L’area compresa tra 3.580 e 3.550 rappresenta adesso il prossimo supporto, su cui si appoggiano le speranze di trovare un fondo alla fase di correzione.   

I mercati mondiali oggi apriranno la settimana senza Wall Street, chiusa per una nuova festività recentemente introdotta, la Festa della Liberazione dallo schiavismo.

Cercheranno di far passare il tempo cincischiando ed aspettando che domani si riaccenda il faro americano, nella speranza che le prossime settimane risolvano il dilemma che li attanaglia da un po’ di tempo: i prossimi mesi ci porteranno inflazione, recessione, o entrambe?

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

UN AIUTO PER LA TUA OPERATIVITA'

I nostri SERVIZI INFORMATIVI ti aiutano a guadagnare in borsa con un metodo chiaro, semplice, efficace e, soprattutto, replicabile!
 

GOLD, Report Quotidiano sul Mercato Azionario, fornisce ogni giorno indicazioni di acquisto e vendita sul azioni italiane, sulle blue chips  europee e sui principali ETF-ETC quotati.   Prova 1 mese GRATIS!

GAP, Report settimanale per investire con ottica di medio periodo su Fondi ed ETF.  Prova 1 mese GRATIS!

In più avrai la possibilità di partecipare ai Webinar (almeno 2 al mese) riservati agli iscritti a GOLD e GAP.