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L'INFLAZIONE EUROPEA FRENA L'EUFORIA
01/06/2022 09:00

Si è concluso ieri il mese di maggio con gli ultimi sussulti.

A differenza di quanto si potesse temere nei primi 20 giorni, il saldo mensile è stato raddrizzato da molti dei principali indici azionari mondiali con il veemente recupero della scorsa settimana, solo in piccola parte riassorbito dalle prese di beneficio di ieri. Così l’indice guida dell’azionario globale, l’americano SP500, dopo aver percorso sostanzialmente due volte tratto di strada di oltre il 12%, compreso tra il massimo di 4.307 ed il minimo di 3.810, ha curiosamente terminato maggio allo stesso livello di 4.132 a cui lo aveva iniziato.

Tra gli indici azionari che hanno avuto un mese di maggio positivo ricordo l’indice cinese di Shanghai (+4,57%), il brasiliano Bovespa (+3,2%), l’Ibex spagnolo (+3,11), il tedesco Dax (+2,06%), il giapponese Nikkei (+1,61%), e l’italiano FtseMib (+1,04%).

Saldi negativi, anche se non paragonabili a quelli spaventosi che provvisoriamente si vedevano il 20 maggio, hanno realizzato gli indici Eurostoxx50 (-0,36%), il tecnologico USA Nasdaq100 (-1,65%),  l’indiano Sensex (-2,62%).

La seduta di ieri ha visto una decisa correzione da parte degli indici europei, reduci da 4 sedute di rialzo per Eurostoxx50 e dal superamento rialzista, avvenuto già lunedì, della trendline ribassista che unisce millimetricamente i massimi discendenti del 5 gennaio, 10 febbraio e 21 aprile.

A disturbare l’euforia delle sedute precedenti è stato il pessimo dato preliminare sull’inflazione di maggio, comunicato da Eurostat per l’Eurozona. L’inflazione, misurata dall’indice globale dei prezzi al consumo, è passata su base annua dal 7,5% di aprile a 8,1% di fine maggio, ben oltre le attese degli analisti di 7,8%. Il dato consente all’Eurozona di avvicinarsi al primato americano, con la differenza che in USA sembra esserci una sorta di attenuazione del fenomeno, mentre in Europa i prezzi accelerano ancora. Lo conferma anche il dato italiano, che su base annua ha visto i prezzi salire dal 6,3% di aprile al 7,3% di maggio, con un incremento di un punto tondo da un mese all’altro. Ricordiamo che all’inizio dello scorso anno per vedere i prezzi italiani salire dell’1% occorreva ancora aspettare un anno. Ora basta un mese.

La sorpresa negativa ha fatto tornare di moda tutti i timori sul ritardo della BCE nella lotta all’inflazione, quelli sulla politica monetaria della BCE, che potrebbe diventare aggressiva come quella della FED, le paure che la drastica ed ampia riduzione del potere d’acquisto delle famiglie possa portare ad una frenata brusca della crescita e l’ingresso in recessione. Sono tutti timori fondati, a mio parere, e non da oggi.

Così i rendimenti sono tornati a salire, e con loro anche gli spread dei paesi super-indebitati, come l’Italia, che ieri ha visto il differenziale di rendimento tra il BTP ed il Bund tedesco tornare a 200 punti base, mentre il rendimento del titolo decennale italiano è salito fino al 3,15%, riavvicinandosi al massimo dell’anno di 3,20% del 9 maggio scorso.

È salito anche il petrolio, in seguito all’annuncio della sesta bordata di sanzioni alla Russia da parte della UE. I soliti Tweet infantili del presidente del Consiglio Europeo Michel hanno anticipato un embargo del petrolio russo entro fine anno quando il vertice europeo non era ancora concluso. L’accordo è poi stato formalizzato solo in serata e si è rivelato di portata minore dell’esultanza anticipata. Il birichino ungherese Orban ha inchiodato alla poltrona gli altri 26 leader finché non ha   ottenuto l’esenzione dall’embargo per la sua Ungheria. Perciò il petrolio ha restituito buona parte dei guadagni.

In tutto questo marasma Eurostoxx50 ha lasciato sul terreno -1,35% e portato in negativo il suo saldo mensile. Il calo si è fermato proprio a contatto con la trendline ribassista superata lunedì, il che ci obbliga a considerarlo come un semplice pullback e non come la negazione del segnale di inversione rialzista. Almeno per ora, ovviamente.

Wall Street si è lasciata contagiare dal clima tornato un po’ nuvoloso e SP500 ha rinunciato all’attacco a quota 4.200 per ripiegare verso il supporto di 4.090. La chiusura di seduta è stata a 4.132 (-0,63%). Meglio il tecnologico Nasdaq100, che ha limitato i danni di giornata a -0,31%.

Oggi inizia giugno ed i mercati, dopo le forti emozioni di maggio, potrebbero passare il resto della settimana a consolidare le posizioni e raccogliere le forze, con SP500 che potrebbe rimanere compreso tra 4.200 e 4.090.

Nuove indicazioni direzionali arriveranno la prossima settimana, se non prima, quando verrà superato uno di questi due livelli.

Il commento quotidiano si prende una pausa e tornerà lunedì.

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