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RISCOSSA CINESE, ATTESA OCCIDENTALE
11/05/2022 08:30

Sono ormai diversi giorni che guardiamo all’area 4.000 dell’indice SP500 come ad un perno fondamentale per il futuro dei mercati azionari globali. Fatte le dovute e blasfeme proporzioni, potremmo paragonarlo a quel che rappresenta Mariupol nella guerra d’Ucraina.

Non è un caso, perciò, che attorno a quel livello si combatta una battaglia campale tra rialzisti e ribassisti per segnare il destino del 2022 borsistico.

Anche ieri molti sono stati gli affondi ribassisti, ma anche i rimbalzi, col risultato che un altro giorno è stato speso nell’indecisione.

Forse il motivo va ricercato nel fatto che oggi avremo dati macroeconomici di grande importanza. In Germania, mentre scrivo, è stato appena pubblicato il dato definitivo dell’inflazione di aprile, esattamente in linea con le attese di lieve incremento al 7,4% annuale, dal 7,3% precedente.

Molto più importante sarà quello che arriverà alle 14,30 dagli USA, poiché da questo dipenderà forse l’aggressività futura della FED, tanto temuta dai mercati negli ultimi giorni. Le attese degli analisti sono per un calo al 8,1% annuale per quella globale, dal 8,5% di marzo, e per un calo al 6% dal 6,5% di marzo per l’inflazione core (che esclude i prezzi di energia e alimentari).

Sono attese impegnative, che pretendono un rallentamento marcato, che i mercati hanno avuto difficoltà a scontare, poiché abituati negli ultimi mesi a dati che hanno sempre sorpreso al rialzo. Se avranno ragione gli analisti, allora gli indici azionari e le quotazioni obbligazionarie potranno tirare un grosso sospiro di sollievo e rimbalzare con forza, poichè la FED avrà un pretesto per diminuire almeno un po’ la sua aggressività.

Se avessimo invece un dato sorprendentemente ancora in crescita, i mercati verrebbero frustrati da una sensazione di invincibilità da parte del mostro che si è risvegliato e fa strage del potere d’acquisto dei consumatori, spingendo la FED a rischiare persino la recessione pur di combatterlo.

Intanto la Cina, che non ha il problema dell’inflazione, ma casomai quello del rallentamento per le restrizioni anti-covid, oggi sta rialzando la testa e con i suoi indici azionari sembra in grado di completare un modello di inversione che potrebbe mettere fine alla sua lunga correzione.

Non resta che attendere la conferma cinese e la decisione dell’azionario occidentale.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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