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LA CATENA DEGLI ORRORI
06/04/2022 09:00

La scoperta dei cadaveri di civili giustiziati dall’esercito russo in ritirata e le atrocità documentate a Bucha, presso Kiev, hanno prodotto un nuovo giro di escalation alla guerra d’Ucraina. Faccio un elenco sommario.

Richieste generalizzate a parte dei membri NATO di impossibili processi “stile Norimberga” per Putin ed i generali al comando dell’armata russa in Ucraina, sapendo che per processare Putin bisogna che prima USA, Russia e Ucraina riconoscano la Corte di Giustizia Penale de L’Aia, e poi che Putin venga arrestato. Riunione dell’inutile Consiglio di Sicurezza ONU, dove viene presentata la versione dell’Ucraina (russi criminali) e quella della Russia (documentazioni contraffatte dai criminali ucraini), sapendo che tutti i proclami finiranno col diritto di veto presentato dalla Russia su qualsiasi risoluzione di condanna.

Risposta NATO ai crimini russi con il quinto giro di sanzioni (spero di non sbagliare il conteggio), decretando l’embargo del carbone russo. Sono pochi miliardi l’anno di importazioni e serve a battere l’unico colpo per ora possibile. Non c’è ancora l’accordo in Europa per interrompere anche l’acquisto di petrolio, mentre pare che la chiusura dei rubinetti del gas di Putin per un po’ di mesi non si possa fare.

Nuovo giro di vite anche all’esportazione di microchip alla Russia, col risultato di punire chi li compra, ma anche le imprese produttrici occidentali che li vendono.

Parecchi stati europei hanno poi cacciato un po’ di diplomatici russi, e la Russia per ritorsione ha mandato via da Mosca numeri analoghi di diplomatici europei.

L’impressione è che questa montagna di propaganda guerrafondaia stia soffocando del tutto quel poco che ancora c’era di trattativa per arrivare al cessate il fuoco e che la inevitabile scoperta di nuove atrocità nei prossimi giorni, man mano che verranno riprese dall’esercito ucraino altre città che sono state in mano ai russi, non farà che allontanare la fine del conflitto ed avvicinare quel punto di non ritorno costituito dall’uso di armi chimiche o, peggio, nucleari, da parte di un disperato e mal consigliato Putin.

Intanto la Cina e l’India stanno pian piano sostituendo l’Occidente nell’interscambio con la Russia, aiutandola ad aggirare le sanzioni ed a finanziare la guerra. Tuttavia, il blocco dei conti russi in dollari presso le banche USA, per prelievi superiori ai 600 milioni di $, potrebbe portare al default tecnico il debito sovrano russo, per il mancato pagamento di cedole scadute il 4 aprile.

I mercati finanziari, di fronte alla girandola di notizie e di emozioni provenienti dal fronte ucraino, ieri hanno fatto con precisione quel che avevo ipotizzato nel commento mattutino.

Quelli azionari europei hanno terminato nella prima ora di contrattazione il rialzo del giorno precedente ed hanno cominciato una discesa che è proseguita per il resto della seduta, quando anche Wall Street ha mostrato che l’area 4.600 dell’indice SP500 era un obiettivo per ora  irraggiungibile.

La chiusura di Eurostoxx50 (-0,84%) e quella dei principali indici europei ha cancellato tutti i guadagni del giorno precedente e riportato le lancette a prima del week-end. L’indice peggiore d’Europa è stato quello francese, a causa dei sondaggi che stanno stringendo il margine di vantaggio di Macron rispetto all’avversaria Marine Le Pen. Ricordo che domenica prossima si svolgerà il primo turno delle elezioni presidenziali.

Anche gli indici di Wall Street sono scesi. Il principale di essi, SP500 (-1,26% a quota 4.525) ha segnato addirittura la più bassa chiusura delle ultime 8 sedute ed ha indicato chiaramente l’avvio della terza ed ultima onda ribassista, che ha l’obiettivo di completare, con un calo fino a quota 4.460, l’attuale correzione di breve periodo (onda IV) del forte movimento rialzista partito dal minimo del 14 marzo. Il tecnologico Nasdaq100 ha risentito del divieto di esportazione di chip alla Russia. Con un calo da -2,24% ha chiuso la sua seduta al livello più basso delle ultime 7.

Oltre alle vicende belliche, che, a dire il vero, interessano Wall Street assai meno delle vicende FED, hanno guastato il clima alcune dichiarazioni della vice-presidente FED Brainard, solitamente appartenente alle colombe, che ha sottolineato l’importanza di aggredire l’inflazione ed ipotizzato rialzi dei tassi in tutte le sedute (non è una novità, poiché il mercato lo sconta già), ma anche l’inizio fin dalla prossima riunione di maggio della riduzione a ritmi rapidi dell’ammontare di titoli obbligazionari presenti nel bilancio della FED (il famigerato Tightening).

Questi segnali ansiogeni da parte della FED, che per un anno ha ignorato l’inflazione ed ora è costretta a rincorrerla, hanno fatto salire i rendimenti dei Treasury Bond, tornati sul titolo decennale ai massimi di 2,56%, già visti a fine marzo. Il balzo dei rendimenti ha fatto bene al dollaro, che ha schiacciato l’euro a 1,09, spingendolo verso il test del supporto di 1,08 su cui rimbalzò un mese fa, l’8 marzo.

Per la seduta odierna non resta che verificare se l’arrivo in area 4.640 da parte di SP500 sarà rapido ed impulsivo, oppure se richiederà qualche seduta.

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