Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

CONTINUA LA TRANSUMANZA
25/03/2022 09:00

La correzione degli eccessi è durata un solo giorno sulle borse USA, mentre gli indici azionari europei hanno faticato anche ieri e sono apparsi ingabbiati e diffidenti, in attesa forse di capire le decisioni dei 3 super-vertici del fronte occidentale che si sono tenuti a Bruxelles. L’ultimo, cioè il Consiglio europeo, si concluderà solo oggi.

Quel che è trapelato, negli affannati resoconti dei media, è un sostanziale rafforzamento dell’attuale strategia seguita dalla NATO, che prevede aiuti umanitari all’Ucraina, rafforzamento delle sanzioni ai gerarchi russi, impegno (non immediato, però) a svincolarsi dalla dipendenza dalla Russia per gas e petrolio, e soprattutto forniture sempre più robuste e sofisticate di armi di difesa, mantenendo fermo il principio che nessun militare NATO entrerà in Ucraina e non si attuerà la “no fly zone”, una richiesta ormai abbandonata dal rassegnato Zelensky. Oltre a questa sostanza, c’è stato un fiume di parole: di sostegno a Zelensky, che ha partecipato a tutte le riunioni in videoconferenza; di minaccia alla Russia, affinché non usi armi chimiche o nucleari, a cui la NATO è pronta a rispondere; di richiesta formale di un immediato cessate il fuoco e di ripresa dei colloqui di pace, a cui però l’Occidente non sembra più molto interessato, dato che le operazioni di guerra dei russi sembrano sempre più in difficoltà e si sono visti alcuni contrattacchi delle truppe ucraine, che hanno riconquistato qualche città e costretto i russi ad arretrare. Non è interessato neppure Zelensky, che lancia messaggi alla popolazione che la vittoria è vicina. In questo clima pensare al cessate il fuoco è pura fantasia, mentre la continuazione della sofferenza per la popolazione civile è pura certezza.

La snervante guerra di posizione sta mettendo sempre più in difficoltà Putin. I servizi segreti occidentali cominciano a percepire malcontento da parte dell’entourage del dittatore russo ed emerge qualche defezione, per ora di funzionari di seconda linea. Sembra essere piuttosto a disagio anche la Presidente della banca centrale russa Elvira Nabiullina, che, secondo Bloomberg, avrebbe cercato invano di dimettersi più volte quando partì l’invasione dell’Ucraina.

Intanto anche Standard&Poor’s ha rivisto al ribasso le stime di crescita mondiale per l’anno in corso, portandole al 3,4% dal precedente 4,1%. Pesa molto la perdita di PIL della Russia (stimano -9%) a causa delle sanzioni occidentali, ma anche la svolta restrittiva antinflazione delle politiche monetarie.

L’indice Eurostoxx50 ha mostrato che l’azionario europeo resta incerto, ed ha chiuso la seduta in negativo (-0,15%). Aumenta ancora il divario di performance con Wall Street, dove il principale indice SP500 ha passato tutta la seduta in rialzo (+1,43% al termine), recuperando completamente la candela correttiva del giorno prima e riportandosi a contatto dei massimi di martedì scorso, a quota 4.522. Ancor più tonico è sembrato il Nasdaq100 (+2,20%), che ha superato il massimo di martedì e si è riportato sui valori del 10 febbraio, estendendo oltre i 13 punti percentuali il recupero poderoso che ha messo in mostra a partire dal 15 marzo. Merito in buona parte di titoli come Tesla, che nel medesimo periodo ha collezionato un rialzo di oltre il 34%.

Sembra perciò che la sosta i box per correggere gli eccessi sia stata piuttosto breve e che oggi il rimbalzo possa riprendere, fino a completare sull’indice SP500, in una manciata di sedute, l’onda III (di 1), che ha un obiettivo dalle parti di 4.650 punti.

Ovviamente notizie di escalation dal fronte ucraino potrebbero frenare l’entusiasmo, ma fino a quando l’indice rimarrà al di sopra di 4.400, il pallino resterà in mano ai compratori.

Non va altrettanto bene al mercato obbligazionario, dove continuano le vendite per prezzare rendimenti in crescita su tutta la curva. Ieri il Treasury decennale si è confermato su rendimenti del 2,37%, ben distanti dal 1,67% toccato solo pochi giorni fa, il 7 marzo, una settimana prima della riunione della FED che ha mostrato il dominio dei falchi. Tutte le dichiarazioni di questi ultimi giorni, da parte anche dei membri FED considerati colombe, hanno rivelato preoccupazione per l’inflazione e fretta di combatterla. Non stupisce perciò che ieri Morgan Stanley abbia addirittura previsto rialzi dei tassi ufficiali da mezzo punto percentuale sia a maggio che a giugno, il raggiungimento del 2% a fine anno e del 3% alla fine del 2023.

È un nuovo episodio di transumanza dall’obbligazionario, che ha rendimenti negativi e subisce perdite nelle quotazioni, verso l’azionario, tornato ad essere visto come un asset che mantiene del valore reale, in grado di difendere un po’ di più dall’inflazione.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

VUOI FARE TRADING CON SODDISFAZIONE?

IMPARA IL TRADING DA CASA:  9 Webinar in diretta e differita per imparare a fare bene il trading online. Il primo webinar è gratis.

FARE TRADING CON LE OBBLIGAZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per capire il mondo delle obbligazion per l’investimento ed il trading .

APRI LA PORTA A FUTURES ED OPZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati.

                                           SCOPRILI QUI