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PROVE DI CONVIVENZA COL FALCO
12/01/2022 09:15

Dopo il rimbalzo partito lunedì a Wall Street, quando i compratori di debolezza sono nuovamente entrati in azione, falsificando la rottura dei supporti con un rally impetuoso, ieri la seduta è stata vissuta dagli indici europei tutta all’inseguimento del rimbalzo americano. Fin dall’apertura in gap rialzista, Eurostoxx50 (+0,99%) e gli altri indici europei hanno cercato di imitare il rimbalzo USA, riuscendoci solo in parte, con chiusure largamente positive ma ben al di sotto dei massimi di lunedì.

Non è una novità, comunque, che l’Europa sia sempre più propensa a drammatizzare i cali di Wall Street che a gioire dei rimbalzi americani. È proprio questa tendenza a vedere più la parte vuota del bicchiere che quella piena, che giustifica gran parte della cronica debolezza relativa dell’azionario europeo rispetto a quello americano.

Quest’ultimo ieri era impegnato a valutare il discorso di candidatura di Powell per il rinnovo del suo mandato ed il botta e risposta con i senatori che lo devono ratificare.

Prima che Powell parlasse si è visto un po’ di cautela, con prese di beneficio che hanno portato in apertura del mercato a una parziale retrocessione dai livelli finali del grande recupero del giorno precedente. Niente di allarmante, ma SP500, nella prima mezz’ora ha restituito i 30 punti circa realizzati nell’ultima mezz’ora di lunedì e si è preparata così ad ascoltare l’esame di conferma di Powell.

Powell ha sostanzialmente ufficializzato le aspettative dei mercati, presentando una FED che pare essersi accorta di aver dormito per troppi mesi mentre l’inflazione alzava perentoriamente la testa, ed ora deve recuperare, aumentando la sua aggressività. Ha dichiarato verosimili 3 rialzi dei tassi nel 2022. Se l’inflazione dovesse ancora salire, magari anche 4, dipenderà dai dati. Ma ha anche affermato, per tranquillizzare, che si dovrebbe rimanere in un’era di tassi sostanzialmente bassi. Circa la temuta riduzione del bilancio FED, il cosiddetto Tightening, non ha fornito particolari, ma ha ipotizzato che possa essere un po’ più frettolosa di quella avvenuta nel ciclo precedente. Ricordo che il Tightening precedente iniziò nel 2018, dopo i primi 4 rialzi dei tassi ed oltre un anno dopo il primo.

Tutto sommato Powell ha detto niente meno e niente di più di quello che i mercati avevano scontato nei giorni scorsi, dopo aver letto i verbali del FOMC di dicembre.

Perciò il mercato azionario USA si è rilassato ed il rimbalzo ha potuto estendersi.

Quel che si è visto ieri è il lato B del classico detto americano “Buy the rumors, sell the news”.

Quando il rumor genera aspettative negative, diventa “Sell the rumors, buy the news”. L’attesa di una FED in balia dei falchi ha prodotto la scivolata della scorsa settimana e della prima ora di lunedì, ma l’ammissione che la FED si è un po’ “falchizzata” e che farà il necessario contro l’inflazione (ma non di più) ha riportato sulla scena i compratori.

Dalle 17 in avanti SP500 è salito senza soluzione di continuità ed ha aggiunto un altro +0,92% al rimbalzo di lunedì. A testimonianza dello scampato pericolo, anche l’indebolito Nasdaq100 ha potuto mostrare i muscoli (+1,47%).

Tutto passato, allora?

No, però dobbiamo dare credito a questo mercato, che ha dimostrato ancora una volta di rimbalzare sui supporti.

Perciò ora l’ipotesi che possiamo verificare, nei prossimi giorni, è quella di un indice SP500 che possa tentare l’attacco ai massimi storici.

Dovrebbe farlo con un movimento a tre onde, di cui la prima (l’onda a) è partita dai minimi di lunedì e oggi dovrebbe arrivare al culmine. L’area compresa tra 4.725 e 4735, ricca di resistenze, potrebbe fermare il rimbalzo.

Da lì, e comunque se viene rotto il supporto di 4.695, dovemmo avere l’onda b, correttiva, che potrebbe riportare giù l’indice fino all’area 4.635 e poi lasciare spazio alla terza onda, la c, che si incaricherebbe di fare l’ultimo step rialzista fino all’area 4.860.

Questa è ovviamente solo un’ipotesi di lavoro probabilistica, basata sull’analisi delle onde, tutta da confermare o smentire dal comportamento concreto del mercato.

Per le certezze bisogna aspettare il senno del poi.

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