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L'ALLARME OMICRON SI SMORZA SOLO UN PO'
30/11/2021 09:00

Dovevamo verificare, nella seduta di ieri, se il crollo abbastanza generalizzato di venerdì scorso è stato solo uno spavento, oppure se ha fiaccato in modo difficilmente riparabile il morale degli investitori.

La mia sensazione, anche in base alle notizie arrivate nel weekend, era che venerdì i mercati azionari avessero un po’ esagerato nel drammatizzare la situazione. Soprattutto quelli europei, che in media venerdì hanno lasciato sul terreno oltre il doppio delle perdite dei listini asiatici ed americani, e realizzato un crollo di quasi 5 punti percentuali su Eurostoxx50. Una debacle paragonabile ai disastri del marzo dello scorso anno, quando il mondo si trovò a fronteggiare una situazione di grave epidemia, ampiamente imprevista e senza alcuna arma di difesa. Oggi, invece, se anche venisse confermato che Omicron è effettivamente in grado di aggirare i vaccini esistenti, la capacità di reazione del genere umano è molto più alta di quanto fosse due anni fa, e le aziende farmaceutiche produttrici di vaccini hanno comunicato che in pochi mesi saranno in grado di aggiornare i loro prodotti per renderli efficaci contro il nuovo ceppo.

Ad indirizzare la reazione di ieri delle borse sono stati i comportamenti dei vari governi. Mentre in Europa ha prevalso un certo allarme, dovuto alla presenza del nuovo virus in parecchi paesi, e sono stati presi immediati provvedimenti di sospensione precauzionale dei voli verso l’Africa subsahariana, negli USA Biden ha sdrammatizzato la situazione e non ha fermato il traffico aereo, forte del fatto che per ora negli States non è ancora stato tracciato alcun contagio.

Gli USA hanno così dimostrato di non aver perso il vizio dello scorso anno, cioè quello di arrivare in ritardo sugli eventi spiacevoli, insistendo a privilegiare la tutela del PIL a scapito della tutela della salute.

Sta di fatto che il clima apparentemente meno drammatico ha indotto ieri i futures americani ad un rimbalzo, che ha trascinato anche l’Europa a recuperare un po’. Tuttavia, la seduta di ieri ha dimostrato ancora una volta il differente approccio emotivo delle due sponde dell’Atlantico. Eurostoxx50 a fine seduta è riuscito a mantenere un rialzo solo di +0,49%, inferiore di circa un punto percentuale rispetto a quello che ha mostrato di prima mattina e poco prima dell’apertura di Wall Street. Recuperare mezzo punto dopo averne persi quasi 5 non è certo un’indicazione di grande stabilità.

Gli indici americani hanno fatto meglio, con SP500 (+1,32%) che ha recuperato oltre metà del calo di venerdì e soprattutto il tecnologico Nasdaq100 (+2.33%), che lo ha riassorbito pienamente, grazie a nuove scommesse sulla sua resilienza anche in caso di eventuali lockdown.

Tornando a SP500, noterei comunque che dalle 19 in avanti sono riapparse prese di beneficio, non in grado di azzerare il rialzo ottenuto grazie all’ampio gap iniziale, ma comunque segno che la questione Omicron e tutte le ansie che ne derivano sono tutt’altro che risolte.

Ne è conferma il comportamento del prezzo del petrolio (tipologia WTI Crude Oil), cartina al tornasole delle speranze di crescita futura. Dopo la sberla da -12% di venerdì, ieri ha effettuato un rimbalzo piuttosto ampio nella fascia oraria delle contrattazioni asiatiche ed europee, fino all’apertura di Wall Street, riportandosi dai 68 dollari del weekend fino a quasi 73. Ma nel corso degli scambi americani è tornato sui suoi passi ed ha chiuso sotto quota 70 $.  

Anche l’odierna seduta asiatica dei mercati azionari è stata tutt’altro che rassicurante, con nuovi cali in Giappone e ad Hong Kong, mentre la Cna è riuscita a contenere i danni. Le incertezze asiatiche si sono riverberate sui futures occidentali, scesi a scontare aperture piuttosto negative in Europa. Il future Eurostoxx50 poco dopo le ore 7 ha sfondato i minimi di venerdì, poi recuperati. È presumibile che la mattinata possa passare a lottare per non annullare del tutto il maxi rialzo partito il 12 ottobre e terminato il 18 novembre.

Nel pomeriggio sarà l’indice USA SP500 a dover dare qualche risposta, poiché mentre stamattina presto Eurostoxx50 sprofondava, il future SP500 andava a testare i minimi di venerdì scorso poco sopra quota 4.580.

Però, al contrario del future europeo, che ha sfondato i minimi di venerdì per recuperarli (per ora, al momento in cui scrivo) con molto affanno, quello americano li ha tenuti ed è rimbalzato.

Un’altra prova che la solidità americana è di gran lunga superiore a quella della vecchia Europa.

Ma anche una prova che la partita dei mercati con la variante Omicron è ancora in pieno svolgimento e con esito incerto.

 

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