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RIPARTE IL RALLY GRAZIE AI CONSUMI USA
17/11/2021 09:15

Il mercato azionario USA, ben rappresentato dall’indice SP500, con una seduta per buona parte assai convinta, ha fatto ieri quel che lunedì non era riuscito a fare, cioè scavalcare la resistenza di 4.685 e dirigersi verso i massimi storici. Ha così comunicato che probabilmente non scenderà sotto i livelli raggiunti con quel poco di arretramento che abbiamo visto dal 5 al 10 di novembre.

Le incertezze di lunedì ieri sono state cancellate nel primo pomeriggio dai dati, piuttosto robusti e superiori alle attese, relativi alle vendite al dettaglio ed alla produzione industriale USA di ottobre. A spingere all’ottimismo sono anche arrivate le ottime trimestrali delle grandi catene di vendita al dettaglio Home Depot e Walmart, che hanno presentato conti migliori delle attese degli analisti sia sugli utili che sui ricavi. Questi dati confermano che l’helicopter money erogato da Trump e Biden ha permesso ed alimentato una nuova euforia consumistica post pandemia da parte degli americani e rendono plausibile un quarto trimestre di nuovo scoppiettante per la crescita del PIL USA, dopo il rallentamento estivo.

Aggiungo che la forza delle vendite al dettaglio impone qualche riflessione aggiuntiva sulla natura dell’inflazione galoppante. Finora la spiegazione più gettonata era quella che la imputava alle strozzature dal lato dell’offerta: colli di bottiglia nei trasporti di merci, carenza nella produzione di chip e componenti sofisticate, che rallentano la catena produttiva, aumento dei prezzi delle materie prime e dei salari. In altre parole, sembrava trattarsi solo di inflazione da costi. Per questo le banche centrali si ostinano a presentare la galoppata dei prezzi come transitoria e ritengono poco utile una stretta monetaria, che andrebbe solo a frenare la domanda.

Però i dati mostrano sempre più che è anche la domanda a crescere in modo assai più veloce che in precedenza. Perciò sono sempre più perplesso sulla teoria dell’inflazione transitoria, mentre sale la curva dell’inflazione incorporata nelle aspettative future. Anche il mercato dei futures sui tassi di interesse, che ha portato da due a tre il numero dei rialzi dei tassi che sta scontando per il 2022.

Ma, dato che la campagna elettorale per la presidenza della FED vede in ottima posizione la signora Lael Brainard, la più rappresentativa delle colombe tra i membri del FOMC, e dato che Biden ha promesso che indicherà le sue scelte entro 4 giorni, la prospettiva sembra essere che la FED continuerà a guardare solo quel che serve per mantenere il più possibile lo status quo monetario, a tutto danno dei rendimenti reali, sempre più negativi, ed a vantaggio della speculazione azionaria, che può così tornare a festeggiare fino a fine anno.

Ieri l’insieme di queste notizie ed attese a consentito una partenza lanciata degli indici americani, con SP500 in grado di progredire con forza fino a pochi punti dal massimo storico, raggiungendo quota 4.715.

La verve americana ha sostenuto anche gli indici europei, con Eurostoxx50, Cac francese e Dax tedesco che hanno alzato ancora l’asticella dei loro massimi annuali, mentre i periferici FtseMib italiano e Ibex spagnolo hanno concluso in lieve ribasso, appesantiti da un settore bancario ieri in calo.

La parte conclusiva della giornata americana ha visto l’arrivo di qualche presa di beneficio, che ha impedito agli indici di raggiungere il massimo storico ed ha attenuato la positività finale della seduta di SP500 (+0,39%) e del Nasdaq100 (+0,75%).

La risposta che attendevamo è comunque arrivata. La prova di forza mi ha ragionevolmente convinto che l’onda 4 correttiva all’interno dell’onda (3) sia finita e che sia iniziato il primo impulso dell’onda 5 finale di (3), che andrà a completarsi nella regione compresa tra 4.800 e 4.900 di SP500, presumibilmente entro o intorno alla fine di questo anno estremamente rialzista.

Al termine di questo primo movimento dovremmo avere un pochino di pullback nei prossimi giorni, che però non dovrebbe spingersi sotto 4.650. Poi il rally avrà la sua apoteosi con il terzo movimento dell’onda 5, che porterà l’indice dalle parti di 4.800.

Non chiediamoci se tutto ciò abbia senso. È quel che vuole l’euforia del mercato, col benestare dei manipolatori autorizzati. Ci deve bastare.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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