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MUSK E BITCOIN SOTTO I RIFLETTORI
09/11/2021 08:45

Dopo 5 settimane consecutive di rialzo, l’inizio di una nuova settimana ha prodotto un piccolo ripensamento sui mercati azionari europei. L’indice Eurostoxx50, che rappresenta l’azionario di Eurolandia, ieri ha così mostrato il segno meno a fine seduta. Dopo sette sedute rialziste consecutive dobbiamo considerarla una notizia di rilievo, anche se l’entità del calo è di quelle che appena si vedono sul grafico (-0,24%). Tra gli indici principali Europei solo il francese Cac40 ha evitato il segno negativo, mentre sono stati quelli periferici (FtseMib italiano con -0,31% e Ibex spagnolo con -0,65%) ad appesantire l’indice sintetico delle 50 blue chips europee.

Wall Street sembra invece colpita dalla sindrome dello scalatore ed ha continuato a macinare rialzi, con SP500 che ha portato a 8 la serie delle sedute consecutive concluse col segno +, seppure con un rialzo risicato (+0,09%). Se vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo dell’ottimismo americano possiamo segnalare che ieri il Nasdaq100 non è stato tra gli scalatori (-0,14%). Ma forse la vera notizia americana è che SP500 ha mancato ieri l’appuntamento con un nuovo massimo storico, dopo averlo migliorato sempre nelle sei sedute precedenti.

E’ questa una piccola falla da cui potrebbe sgorgare un flusso di vendite, poiché finalmente la corazza dell’invulnerabilità sembra essere stata scalfita da un segno di incertezza.

Non basta certo per dichiarare già finito il movimento impulsivo che ha occupato la seconda metà del mese di ottobre e tutta la prima parte di novembre, ma da qualche parte la correzione dovrà pur cominciare. Però solo quando SP500 violerà il minimo di venerdì scorso (4.681) avremo una prima conferma. Ieri il minimo è rimasto ben al di sopra di quel supporto, così la candela disegnata è tutta interna a quella di venerdì scorso. Il modello grafico si chiama “inside bar” e rappresenta una figura di indecisione, rafforzata dal fatto che la candela di venerdì scorso è stata una “doji”, anch’essa annoverabile tra le figure grafiche di indecisione.

Una doppia indecisione che non deve assolutamente indurre a mettere il carro davanti ai buoi e pensare che il rialzo sia finito. Se c’è una cosa che può costare molto cara è anticipare le inversioni in un mercato rialzista impulsivo. Perciò è doveroso attendere conferme.

Il mercato ha snobbato la notizia dell’approvazione anche alla Camera dei Rappresentanti del piano infrastrutturale di Biden, ridimensionato a 550 mld $ per ottenere il voto di alcuni repubblicani e farlo diventare almeno un po’ bipartisan.

Maggior interesse ha destato il ridicolo show di Elon Musk, il sempre stravagante padrone di Tesla, che in passato ha sempre dichiarato che non avrebbe mai venduto il cospicuo tesoro rappresentato dal 18% del capitale di Tesla, che, grazie al rialzo delle quotazioni fino a 1.243 $ (massimo storico di giovedì scorso), gli ha fruttato il primo posto nella classifica di Forbes dei paperoni del mondo, scalzando Jeff Bezos di Amazon. Tuttavia, il 50% di rialzo sulla quotazione di Tesla, che il mercato gli ha regalato in 15 sedute, deve avergli fatto prudere un po’ le mani. Per riuscire a venderne una parte in modo elegante e senza contraddirsi, ha lanciato un sondaggio tra i suoi milioni di seguaci su Twitter, facendo scegliere a loro se vendere un decimo delle azioni Tesla in suo possesso, in modo da pagarci un po’ di tasse (15 miliardi di dollari circa) e non essere accusato di eluderle. Il responso è stato favorevole, così ieri Tesla ha lasciato sul terreno una perdita di quasi -5% ed ha contribuito a tarpare le ali del Nasdaq100.

Accanto a Musk, la scena è stata ieri occupata dalle criptovalute, con il Bitcoin che si è riportato ad un passettino dal massimo storico, che ha poi superato questa notte, riuscendo anche a toccare quota 69.000 $ sul contratto Future al mercato CME. Intanto la stima del valore complessivo delle migliaia di criptovalute esistenti ha toccato i 3.000 mld $, grazie alla nuova linfa degli ETF che consentono anche al signor Smith di posizionarsi agevolmente all’interno di questa fabbrica di sogni.

L’obiettivo grafico del Bitcoin è a quota 78.000 $ circa, e sembra che abbia fretta di raggiungerlo.

Intanto si avvicina l’appuntamento con l’inflazione. Domani verranno comunicati i valori raggiunti dagli Indici dei Prezzi al Consumo di ottobre per USA, Cina e Germania.

Le attese sono per una ulteriore salita, alla faccia dell’inflazione transitoria. Così i rendimenti reali sui mercati obbligazionari diventeranno sempre più negativi, fornendo così altri motivi per trasferire i capitali dai bond all’azionario.

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