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PAURA DI SBAGLIARE STRADA
11/10/2021 09:15

La prima settimana piena del mese di ottobre, vissuta sui mercati finanziari quasi completamente senza le borse cinesi, che hanno riaperto solo venerdì scorso dopo la lunga festività, aveva il compito di impostare la direzione di ottobre dopo il brutto mese di settembre.

Il bivio che si presentava davanti agli investitori li costringeva a scegliere tra la continuazione della correzione oltre l’obiettivo minimo di area 4.250 (ovviamente dell’indice USA SP500, la guida dell’azionario mondiale), già quasi raggiuto in settembre, oppure la via rialzista, che puntasse sul “mese nuovo, vita nuova”, gettasse il cuore oltre l’ostacolo di 4.385 e rimettesse in moto il rialzo di lungo periodo dopo aver ucciso la correzione che ha prodotto un mese di purga.

Dopo aver avvicinato ulteriormente l’area 4.250 con un brutto lunedì, funestato dall’estensione della crisi dell’immobiliare cinese, dai venti di guerra fredda tra Cina e USA sullo scacchiere di Taiwan, e dallo stallo al Congresso USA delle trattative per alzare il tetto del debito, il resto della settimana il pallino è passato in mano ai rialzisti. Tra martedì e giovedì, grazie ai tentativi cinesi di salvare almeno in parte Evergrande dal fallimento, al rinvio fino al 3 dicembre della scadenza entro cui si dovrà alzare un nuovo limite invalicabile (fino al successivo spostamento) del debito USA, ma soprattutto per merito degli accenni di stabilizzazione dei prezzi dell’energia (petrolio e gas naturale), i compratori hanno rialzato la cresta e sono riusciti giovedì a superare l’importante area di resistenza di quota 4.385, estendendo il rialzo fino a raggiungere 4.430.

Questo strappo potrebbe avere segnato un punto di svolta direzionale, consentendo di considerare terminata la correzione. E’ quel che ho fatto nell’analisi di venerdì scorso, quando ho preso per buona proprio questa ipotesi ed ho dichiarato conclusa l’onda ribassista (4) di III e individuato l’inizio dell’onda 1 (rialzista) di (5).

Tuttavia, già giovedì sera l’indice SP500 era arretrato in modo significativo fino a quota 4.400, una volta esaurito l’entusiasmo seguito alla rottura della resistenza. Venerdì, invece di riprendere la marcia rialzista trionfale abbozzata nella prima parte della seduta precedente, sono tornate le perplessità, che hanno impedito di scavalcare definitivamente l’area 4.400. Segnalo che dalle parti di 4.400 passano sia la media mobile a 20 sedute che quella a 50, a braccetto. Graficamente questo duplice scavalcamento non pare semplice, dato che oltretutto entrambe le medie stanno già ripiegando al ribasso. A fermare gli entusiasmi deve aver contribuito la ripresa del prezzo del petrolio e del gas naturale, che sembrerebbero non in grado di scendere più di un paio di giorni, e la insolita durissima dichiarazione ufficiale del premier cinese Xi sulla questione Taiwan. Ha affermato che la riunificazione avverrà presto e chi vi si opporrà se ne pentirà. Messaggio da guerra fredda rivolto agli USA, che da tempo si stanno prodigando per aumentare il loro impegno sullo scacchiere del Pacifico, dopo la ingloriosa fuga dall’Afghanistan.

Così la settimana si è conclusa con il segno positivo, ma ridimensionato dalle lievi perdite di venerdì e, soprattutto ci mostra l’indice SP500 non ancora abbastanza convinto a cambiare marcia. A conferma di questa impressione è la reazione al dato abbastanza moscio sulla creazione di buste paga non agricole in settembre. Fino a quest’estate un dato moscio sarebbe stato interpretato come un’opportunità da parte della FED di tergiversare ancora prima di avviare il Tapering. Ne avrebbero beneficiato i Bond con un calo dei rendimenti ed anche l’azionario avrebbe festeggiato.

Venerdì invece i rendimenti sul Treasury decennale sono saliti ancora fino quasi a 1,62% e SP500 ha chiuso una giornata incerta sotto quota 4.400 (-0,19%). E’ segno che ormai per il mercato il dado è tratto in casa FED?

Se così fosse potremmo essere costretti a tornare sui nostri passi e resuscitare l’onda (4) ribassista, data per morta troppo in fretta. Il ritorno prolungato sotto 4.385, con negazione del segnale di giovedì scorso, sarebbe una prima indicazione che forse i compratori se la sono fatta sotto.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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