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LA CORREZIONE SI FA PERSISTENTE
06/10/2021 09:15

Se guardiamo il grafico a barre o candele giornaliere dell’indice più importante del mondo, l’americano SP500, percepiamo la netta sensazione che nelle ultime sedute gli investitori non sappiano proprio che pesci pigliare. Perciò anche l’indice che ne rappresenta le intenzioni ha avuto un andamento privo di una chiara direzione. Non solo. L’incertezza degli investitori non si manifesta, come sarebbe logico, con sedute noiosamente tranquille. Tutt’altro. Come un futuro padre che cammina nervosamente da un lato all’altro dell’anticamera della sala parto, in attesa che esca l’ostetrica per mostrargli il neonato erede, le ultime 4 sedute sono state un su e giù da cardiopalma, con l’indice che ha disegnato candele assai più lunghe del solito (segno di esplosione della volatilità intraday), ma di segno rigorosamente alternato, dove per ben tre volte la candela successiva ha smentito l’intenzione direzionale di quella che l’ha preceduta.

Questo nervosismo produce l’estensione della correzione nel tempo, anche se non ne accentua necessariamente il peso ribassista.

Ieri non possiamo negare che i rialzisti ci abbiano riprovato, anche con discreta convinzione, ad invertire al rialzo la direzione di marcia dell’indice, dopo il tentativo di venerdì scorso che è subito abortito lunedì. Lo hanno fatto nonostante le molte avversità, tra cui mi limito a citare l’estensione della crisi immobiliare cinese con un secondo costruttore (Fantasia) che ha mancato il pagamento delle cedole, e l’incessante crescita dei prezzi dell’energia, con il gas naturale che in un anno ha ormai quadruplicato il suo prezzo, mentre il petrolio lo ha raddoppiato, con tutti gli effetti a cascata che questa crisi energetica avrà sull’inflazione dei prossimi mesi.

In Europa la seduta è partita subito in rialzo ed è lievitata fino alla resistenza dell’indice Eurostoxx50 a quota 4.037. Per superarla si è dovuto attendere il via libera di Wall Street, che ha aperto anch’esso in modo volitivo, permettendo così finalmente al mercato europeo di alzare un po’ la voce dopo tante sedute sottotono. La seduta si è chiusa con un rialzo di +1,72% per l’indice di Eurolandia, un risultato che non si era più visto dopo il 21 luglio scorso. Sarebbe anche di buon auspicio, dato che allora l’indice con uno strappo analogo diede inizio alla sua resurrezione dopo la correzione che lo occupò da metà giugno.

Oltretutto Wall Street sembrava cavalcare anch’essa verso l’inversione, che però richiedeva all’indice SP500 il superamento in modo impulsivo dell’area compresa tra 4.353 e 4.385, area che conteneva tutti i massimi discendenti delle 4 sedute precedenti. Del resto se si vuole voltare pagina e puntare ad ambiziosi orizzonti vanno cancellati con un rapido colpo di spugna tutti i segni di debolezza mostrati nei giorni precedenti.

SP500 ha superato di slancio e nella prima parte della sua seduta il primo ostacolo, cioè il massimo del giorno prima, ma, arrivato al secondo ostacolo, cioè il massimo di venerdì scorso, la tremarella ha colto gli operatori, che si sono fatti titubanti. L’ultima ora della seduta ha convinto che non c’era ancora sufficiente forza per portare avanti l’impresa e l’indice è così arretrato a quota 4.346, dove, pur conservando un risultato positivo (+1,05%), ha lasciato parecchio amaro in bocca ai tifosi del rialzo. Ma soprattutto non ha fornito quella prova impulsiva convincente che si pretendeva per fare il funerale alla correzione.

La nottata asiatica, sempre priva della Cina, ha mostrato diffusi segni negativi, con l’indice giapponese che ha collezionato la sua ottava seduta consecutiva di calo ed ha ormai azzerato il prodigioso rialzo di oltre +14% attuato dal 23 agosto al 14 settembre.

La seduta odierna pare quindi destinata a proseguire l’alternanza dei segni e, dato che ieri la seduta ha avuto il segno +, oggi potrebbe mostrarci un calo che manterrà viva la correzione e magari, se sarà forte, potrebbe anche irrobustirla e spingere l’indice nuovamente sotto quota 4.300.

In caso di rialzo il baluardo da superare è sempre quello dei giorni scorsi, cioè 4.385.

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