Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

TROPPE MAGAGNE ABORTISCONO IL RIMBALZO
05/10/2021 09:15

Non possiamo certo affermare che il week-end abbia portato molto entusiasmo negli investitori. Il rimbalzo di Wall Street nel finale della seduta di venerdì si è rivelato un fuoco fatuo, poiché il fine settimana non ha dissolto la confusione sui vari problemi che attanagliano l’azionario globale e le notizie di ieri li hanno addirittura esacerbati.

Partiamo dalla crisi dell’immobiliare cinese, che aleggia da diversi giorni e tiene sulle spine gli investitori con il default strisciante di Evergrande. Venerdì si erano diffuse aspettative di intervento da parte del governo cinese per isolare il caso ed evitare il contagio. Ma quel che è stato partorito è solo la vendita delle quote di controllo di una delle tante controllate del gruppo Evergrande. Intanto sono scadute altre cedole senza notizie di pagamento. E, tanto per dimostrare che la patata del debito eccessivo è bollente anche per una dittatura, un'altra società un po’ più piccola di Evergrande (si chiama Fantasia, un nome che mai mi sarei aspettato per una impresa cinese) sembra in procinto di imitarne le gesta.

Sono segni di contagio, che, dopo l’esperienza di due anni di Covid, i mercati non possono prendere sottogamba.

Sempre riguardo alla Cina (che fino a venerdì avrà i mercati chiusi) aggiungiamo nuovi segnali di frizione geopolitica con gli USA. I voli di caccia su Taiwan dei giorni scorsi sono stati ufficialmente giudicati una provocazione da parte dell’amministrazione Biden, che peraltro sarebbe in procinto di ufficializzare il giudizio di comportamento scorretto della Cina nell’applicazione dell’accordo fatto con Trump che congelò la guerra dei dazi. Sono dispetti che inaspriscono i rapporti tra le due superpotenze, anche se non conviene a nessuno una ripresa della guerra commerciale.

Il Congresso USA intanto è ancora impantanato nelle trattative per varare i piani Build Back Better sulle infrastrutture e la riduzione delle disuguaglianze, nei quali dovrebbe essere inserito anche l’innalzamento del tetto del debito, che va fatto entro ottobre, pena il default tecnico degli USA.

Poi c’è l’inflazione, che continua a confermare di trovarsi molto bene in mezzo a noi. Già venerdì scorso abbiamo avuto il dato sui prezzi al consumo di settembre in Europa, salito oltre le attese al ritmo annuale del 3,4%, e quello dell’inflazione sulle spese dei consumatori USA (l’indice PCE), cresciuto al 4,3%.

Tutti sanno che uno dei maggiori responsabili di questa fiammata inflazionistica, ufficialmente transitoria, ma fastidiosamente persistente, è il prezzo dell’energia (gas e petrolio). Ieri si nutriva una certa speranza che la riunione dell’OPEC determinasse un aumento consistente della produzione petrolifera, per calmare l’ascesa dei prezzi del greggio. Invece l’OPEC non è andato oltre il già previsto aumento di 400.000 barili al mese a partire da novembre, scatenando la speculazione rialzista che ha portato il prezzo del WTI Crude Oil a scavalcare la forte resistenza di 77 $ al barile, ed arrivare a superare anche quota 78. Sono prezzi visti solo nel lontano 2014, destinati ad alimentare ulteriormente la persistenza dell’inflazione.

Per finire ieri abbiamo anche assistito alla debacle tecnologica di Facebook, che già nel fine settimana è finita sulla graticola delle dichiarazioni di un suo ex-manager, che sta denunciando la politica di gestione di Facebook che privilegerebbe il profitto a danno della repressione dell’odio e della disinformazione. Ieri è avvenuto l’incredibile spegnimento per alcune ore della galassia Facebook, cioè dei tre servizi che tengono incollati davanti allo schermo dello smartphone miliardi di utenti nel mondo: Facebook, Instagram e WhatsApp. Un sacco di persone, a cui su internet interessa solo quei social media, deve avere pensato: “Hanno spento internet”. Non era mai successo prima il blocco contemporaneo di tutti e 3 i servizi social più popolari, e probabilmente diversi investitori si sono fatti qualche domanda sulla fragilità di quel mondo in cui hanno messo i loro soldi.

Insomma: ce n’era abbastanza per rimettere la retromarcia e tornare sui supporti di venerdì scorso, abortendo del tutto il rimbalzo di venerdì.

Così gli indici europei, chi più chi meno, hanno perso un altro punto percentuale. Eurostoxx50, che sintetizza l’azionario europeo, ha fatto -0,96% e collezionato il terzo ribasso consecutivo. E’ tornata a chiudere sotto quota 4.000 e si è rimangiata quasi tutto il rimbalzo di venerdì scorso.

L’azionario USA è stato colpito anche più duramente: -2,16% il tecnologico Nasdaq100, trascinato giù dal -4,89% di Facebook, che durante il blackout dei suoi servizi ha raggiunto il -6%; SP500 ha perso un po’ meno (-1,30%), ma ha segnato un minimo inferiore a quello di venerdì scorso e per ora ha rinunciato ai sogni di rimbalzo.

Però, basandomi come sempre sull’indice USA SP500, vedo una situazione meno drammatica di quel che potrebbe far pensare la mera elencazione delle magagne che ho fatto finora.

Innanzitutto dobbiamo avere ben presente che il mercato sta raschiando il barile della correzione (onda 4 di III) del movimento rialzista di lungo periodo, che ha l’obiettivo di area 5.000, da raggiungere in inverno con l’onda 5 di III.

Il minimo di ieri (4.279) ha avvicinato ancor più l’obiettivo della correzione, posto nell’area 4.250. Si vedono già molto distintamente sul grafico orario divergenze rialziste sui principali oscillatori (RSI e MACD) che ci mettono sull’avviso di una possibile imminente inversione rialzista. Un’altra divergenza che si vede è tra SP500 ed il suo Future. Mentre l’indice ha rotto il suo minimo di venerdì scorso, il Future invece lo ha tenuto, rimbalzando prima di raggiungerlo.

Attenzione. Non sono indicazioni rialziste. Sono solo germogli di inversione che potrebbero essere gelati da una nuova debacle, ma anche fiorire nei prossimi giorni.

Resta perciò valida anche per oggi la road map presentata ieri: il perno da superare per fare il funerale alla correzione è l’area 4.440. Ma potrebbe anche bastare il superamento di 4.385. A patto che il rimbalzo sia impulsivo e permetta di contare 5 onde sui grafici intraday. Caratteristica che mancò al rimbalzo di venerdì, che di onde ne produsse solo 3.

Finché si rimane sotto 4.385 occorre avere pazienza e non escludere la possibilità che un nuovo ribasso porti più giù, fino all’area 4.160, area dei minimi del giugno scorso.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

VUOI FARE TRADING CON SODDISFAZIONE?

IMPARA IL TRADING DA CASA:  9 Webinar in diretta e differita per imparare a fare bene il trading online. Il primo webinar è gratis.

FARE TRADING CON LE OBBLIGAZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per capire il mondo delle obbligazion per l’investimento ed il trading .

APRI LA PORTA A FUTURES ED OPZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati.

                                           SCOPRILI QUI