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TOCCATO IL FONDO? SERVONO CONFERME
04/10/2021 09:00

Venerdì scorso si è conclusa in ottobre una settimana che era iniziata in settembre ed aveva regalato un finale di mese improntato alla penitenza per i mercati azionari occidentali, che hanno inciampato in un calo significativo dopo ben 7 mesi consecutivi di positività. La cosa non mi ha sorpreso molto, dato che le statistiche ci rappresentano settembre come il mese più avaro dell’anno quanto a soddisfazioni rialziste.

Venerdì, prima seduta di ottobre, i mercati sono stati ancora trascinati al ribasso nella prima parte della seduta europea dall’inerzia negativa acquisita in settembre. Orfani delle borse cinesi, chiuse fino a venerdì prossimo per la lunga festività di fine estate, ci ha pensato l’indice giapponese, con una scivolata di oltre -2%, a mantenere di cattivo umore le borse europee, con l’indice Eurostoxx50 che ha aperto in pesante gap ed ha sfondato nelle battute iniziali quota 4.000 ed anche il minimo del 20 settembre scorso. L’onnipresente future dell’indice SP500, che è negoziabile 23 ore al giorno, aveva intanto raggiunto il livello di 4.260, atterrando praticamente nell’area 4.250, che avevo considerato l’obiettivo minimo dell’intera correzione.

A quel punto si poteva calcolare che questo strumento finanziario, dal massimo del 3 settembre, aveva lasciato sul terreno il -6,3% di correzione, cioè più dei precedenti pit stop dell’onda III rialzista, partita a novembre dello scorso anno.

Si poteva pertanto dichiarare la dimensione del ribasso già consona ad una onda 4 (di III).

Ad obiettivo sostanzialmente raggiunto, e con una condizione di ipervenduto consistente sugli oscillatori di brevissimo termine (intraday), un rimbalzo era nell’aria.

Infatti sia gli indici europei che il future americano hanno cominciato a recuperare terreno fino all’apertura di Wall Street, che è giunta con il Future di SP500 tornato positivo e gli indici europei quasi.

Ma le prime battute di Wall Street non sono state entusiasmanti, con l’indice principale occupato a testare la convinzione dei compratori mediante un pullback che è andato oltre il minimo del 20 settembre, ed avrebbe potuto cancellare ogni voglia di rimbalzo.

Ma i minimi del mattino (del future) hanno tenuto ed il rimbalzo è ripreso nella seconda parte della seduta americana, quando le borse europee, un po’ spaventate dalle incertezze iniziali di Wall Street, avevano chiuso la giornata con qualche decimale di ribasso (ma ben al di sopra dei minimi mattutini) e la settimana con un ribasso ben più consistente: circa -3% per Eurostoxx50, che ha disegnato pure una pessima candela settimanale (bearsh engulfing) che annuncia possibili estensioni ribassiste in quella seguente.

Ma Wall Street ha continuato a recuperare, con la tipica modalità “arrivano i nostri” e ha generato un mini-rally che le è valso a fine seduta un rimbalzo da +1,15% su SP500 e +1,43% sul Dow Jones. La tecnologia del Nasdaq100, che da qualche seduta morde il freno assai più degli indici generalisti, si è accontentata del +0,70%.

In questo modo è stata evitata la negatività che ha fatto vedere l’Europa sulla candela settimanale, mentre il carattere impulsivo del rimbalzo ha aperto una prima piccola porta all’ipotesi che la correzione, durata ormai più di un mese, abbia toccato il fondo.

Ovviamente servono conferme, poiché se oggi si decidesse di tornare a scendere il travaglio direzionale sarebbe ancora lungo.

Nella sostanza, basandoci come sempre su SP500, per poter affermare che la correzione è alle spalle abbiamo necessità che continui fin da subito il rally iniziato venerdì e che si arrivi a superare in fretta quota 4.400, che la scorsa settimana è stata un ostacolo che l’indice USA non è riuscito nemmeno ad avvicinare. Da quelle parti passa la media mobile a 50 sedute, sfondata martedì scorso, che ora si è girata verso il basso e farà da importante resistenza.

Un ritorno di fiamma di debolezza, se riuscirà a far scendere nuovamente l’indice sotto 4.300, potrebbe annunciarci la volontà di estendere il ribasso magari fino al secondo obiettivo ribassista della correzione, dalle parti di 4.160.

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