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FALSA RIPARTENZA
15/09/2021 09:00

La correzione dei mercati azionari si complica, e nel modo meno atteso e comprensibile da parte di chi si ostina a pensare che la logica dei mercati coincida con quella dell’economia.

La seduta di lunedì ci aveva presentato una situazione di perfetto rimbalzo sul bordo inferiore del canale rialzista di medio periodo da parte dell’indice SP500, il principale indice azionario del globo e riferimento per tutti gli altri. L’analisi tecnica dava come probabile il verificarsi di un’estensione immediata del rimbalzo che riportasse l’indice ad attaccare il massimo storico, così come è successo parecchie volte nel recente passato.

Tuttavia nel commento di ieri mattina non ho potuto evitare di rammentare che “ovviamente il mercato non è obbligato a mantenere le sue promesse, che non di rado assomigliano a quelle dei marinai”.

Del resto ieri era atteso un dato economico decisamente importante, che avrebbe potuto incidere sul morale degli investitori. Veniva infatti misurato ufficialmente il livello di agosto dell’inflazione americana, la bestia nera della FED, quella che doveva essere transitoria, ma che si era finora rivelata piuttosto esplosiva e persistente, al punto di preoccupare i mercati per il possibile annuncio, nella prossima riunione FED tra 7 giorni, dell’avvio della manovra di Tapering (cioè la riduzione dell’ammontare mensile di Bond acquistati col QE dalla FED, ora di 120 mld $).

La logica macroeconomica presentava la regola che un valore peggiore delle attese avrebbe reso più probabile il tapering, attirando le vendite sui mercati azionari, mentre un valore che mostrasse un calo della pressione inflazionistica avrebbe consentito alla FED di rinviare ancora la decisione invisa ai mercati. Pertanto questi avrebbero dovuto festeggiare con l’estensione del rimbalzo.

La mattinata è passata perciò in attesa del dato americano, con gli indici europei in leggero calo.

Alle 14:30 è arrivato il dato tanto atteso ed è stato, tutto sommato, piuttosto positivo. Sia l’indice dei prezzi misurato con l’intero paniere statistico, che quello “core”, che esclude dal calcolo i prodotti alimentari freschi e quelli energetici, considerati troppo volatili, sono saliti in agosto ad un ritmo inferiore a quello del mese precedente e alle attese degli analisti. L’aumento mensile dell’indice complessivo è stato +0,3%, contro il +0,5% di luglio e il +0,4% atteso dagli analisti. L’indice “core” è salito solo di +0,1% contro il +0,3% di luglio e delle attese degli analisti.

E’ vero che il dato complessivo a livello annuale resta alto (+5,3%), ma è lievemente inferiore al +5,4% visto a giugno e luglio e, per la prima volta in questo 2021, mostra una discesa rispetto al mese precedente. Ancor meglio il dato “core” annuale, che passa al 4% contro il 4,2% di luglio ed il 4,5% di giugno.

Insomma, avrei messo la firma a priori su dati così, che tolgono indubbiamente un po’ di pressione alla FED e possono consentire al generoso Powell, senza scandalizzare nessuno, di tergiversare fino a fine anno senza toccare il QE, magari vantandosi pure per i primi segnali di “transitorietà” dell’inflazione.

Infatti, a caldo, gli indici hanno festeggiato con un balzo ben visibile sui grafici intraday. Eurostoxx50 è tornato in positivo, accompagnando la salita dei future americani, che hanno consentito a SP500 di aprire la seduta alle 15:30 con un discreto gap rialzista.

Ma qui abbiamo scoperto che il gap, come già il giorno precedente, è stato interpretato dalle mani forti non come motivo di entusiasmo, ma come occasione di vendita. Perciò l’indice USA, e con lui gli indici europei, ha restituito tutto l’ottimismo precedente. Eurostoxx50 ha poi chiuso la seduta praticamente invariato, mentre SP500 ha continuato la sua in negativo, chiudendo sotto il minimo della seduta precedente a quota 4.443 (-0,57%).

Comportamento inspiegabile? Certo, almeno secondo la logica che vuole i mercati adattarsi a quel che forniscono i dati economici. Ma non è certo la prima volta che si vedono comportamenti apparentemente “irrazionali”. Infatti molti altri fattori, psicologici, emotivi, manipolativi, si aggiungono ai dati economici per determinare il comportamento di massa degli investitori. Ed è solo il comportamento di massa a determinare i prezzi.

Non dobbiamo stupirci perciò quando i mercati si comportano in modo “strano”. Non mi stupirei neppure se quel che non è riuscito ieri, cioè la ripartenza del rialzo, avvenisse con un giorno di ritardo.

Non dimentichiamo infatti che la situazione grafica si è certamente un po’ complicata, dato che il segnale di rimbalzo del giorno prima è stato negato e si vede ora una leggera fuoriuscita ribassista dal bordo inferiore del canale che ieri ha brillantemente aiutato i rialzisti. Tuttavia l’indice rimane ancora saldamente al di sopra della media mobile a 50 periodi, che passa da 4.420 punti e non mancherà di attirare compratori, qualora venisse testata. Analogamente il supporto di 4.400 che non deve essere violato per evitare un affondo ribassista che prolungherebbe e drammatizzerebbe la correzione.

Perciò credo sia opportuno attendere il test di questi livelli prima di buttare alle ortiche ogni fiducia nel toro. E’ un atto dovuto nei confronti di un mercato che esprime da molti mesi un convinto trend rialzista e che ha dato innumerevoli prove di resilienza. Potrebbe farlo di nuovo.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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