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EUROLANDIA SCAMPA IL PERICOLO TAPERING
10/09/2021 09:00

Dopo il doppio tonfo di martedì e mercoledì gli indici azionari europei sembravano avviati ieri verso il terzo calo consecutivo. Almeno a giudicare dalla mattinata, che ha visto un inizio di seduta in marcata discesa (circa -1%) per Eurostoxx50, scivolato nei primi minuti fino a testare il supporto del minimo del 26 agosto. Il motivo, oltre alla debolezza dei future americani, era il timore ben visibile che dalla BCE arrivasse nel pomeriggio la brutta notizia di avvio del tapering, che è l’unica vera “notizia orso” in grado di spaventare veramente l’azionario.

L’Europa ha perciò passato sott’acqua tutto il mattino attendendo il pronunciamento BCE, prima col comunicato delle 13:45 e poi con la conferenza stampa della Presidente Lagarde della 14:30.

Al momento fatidico il comunicato BCE, anziché parlare di tapering, cioè di inizio della manovra di riduzione verso l’azzeramento del flusso di acquisti di titoli di stato, ha comunicato solo un modesto rallentamento degli acquisti nel prossimo trimestre, nell’ambito della flessibilità prevista nel piano straordinario di acquisti pandemici PEPP. Siccome a marzo gli acquisti furono accelerati, quello annunciato ieri non è affatto un tapering, ma solo una ricalibratura degli acquisti per tornare ai ritmi di inizio anno. Per usare una metafora automobilistica, dopo l’aumento della velocità di acquisto della prima parte dell’anno, la BCE alza leggermente il piede dall’acceleratore, senza però nemmeno pensare a frenare.

La diminuzione della velocità, ha poi spiegato Lagarde in conferenza stampa, è motivata dalla ripresa economica di Eurolandia, che ha raggiunto buoni ritmi e non sta ancora rallentando, e dai progressi verso l’obiettivo di inflazione (il mitico 2%, che quest’anno sarà anche leggermente superato, ma secondo la BCE il prossimo anno i prezzi dovrebbero nuovamente rallentare).

Per questo la politica ultraespansiva non sarà abbandonata. Secondo Madama Cristina l’economia necessita ancora di larghi stimoli fiscali e monetari per arrivare a recuperare i livelli di PIL pre-pandemici ed il mercato del lavoro ha ancora 2 milioni di occupati da recuperare.

Si tratta indubbiamente dell’ennesima carezza ai mercati, che ha consentito il ritorno di qualche compratore. Così, complice anche il rimbalzo iniziale di Wall Street, con SP500 che è tornato a testare l’area 4.530, Eurostoxx50 è riuscito a chiudere in pari la seduta, come tutti i principali indici europei. Uno scampato pericolo che però oggi dovrà fare i conti con il fatto che la seconda parte della seduta americana è stata di tutt’altro tenore.

SP500 ha infatti ripreso a scendere fino a fine seduta, chiudendo a 4.493 (-0,43%) la sua quarta seduta negativa consecutiva, sotto il minimo della seduta precedente e con una candela (outside ribassista) che appare non propriamente entusiasmante.

Va aggiunto però che finora il calo non ha prodotto sfracelli. Poco più di un punto percentuale perso con 4 sedute di calo. Sui grafici si vede, ma non impressiona affatto, dato che non è stata ancora nemmeno raggiunta la media mobile a 20 sedute, né il primo importante supporto di 4.470. Però la perdita di momentum comincia ad essere ben percepibile e possiamo perciò confermare che ora sono i rialzisti a dover dimostrare le loro intenzioni, perché l’inerzia depone verso la continuazione del calo con l’arrivo almeno in area 4.470.

Del resto l’ostacolo FED non è ancora arrivato. Manca ancora più di una  settimana ed i problemi di inflazione in USA sono ben più significativi di quelli che affronta la BCE. I falchi in USA cominciano ad essere la maggioranza, anche se Powell rivaleggia con Lagarde quanto a magnanimità verso la speculazione rialzista.

Pertanto un po’ di timore continuerà ad aleggiare, anche se il pericolo tapering in Europa è stato scampato.

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