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I COMPITI PER LE VACANZE
02/08/2021 09:30

Si è concluso anche il mese di Luglio, che è stato largamente positivo per i principali indici azionari americani, come del resto anche i 5 precedenti. L’ottimismo americano ha ancora contagiato l’Europa, impedendole di concludere in negativo un mese che Eurostoxx50 ha passato per larga parte del tempo sott’acqua.

L’Europa accusa comunque una perdita di forza relativa piuttosto evidente rispetto all’azionario USA.

Mese da dimenticare invece per gli indici asiatici, tutti in perdita mensile di diversi punti percentuali (Shanghai e il Nikkei giapponese oltre -5%, addirittura quasi -10% per Hong Kong), scioccati dai focolai della variante Delta del Covid e dal rallentamento della crescita cinese che comincia a farsi evidente. Notiamo peraltro che questi mercati in luglio hanno portato in negativo la loro performance da inizio anno.

In questo periodo di classifiche e medaglie olimpiche, sui mercati i valori sembrano piuttosto ben delineati, e vedono in Wall Street il solito dominatore, con SP500 e Nasdaq100 sui due gradini più alti del podio, l’Europa che arranca e fatica a caccia del bronzo, mentre  la Cina e tutta l’Asia appaiono decisamente meno brillanti in Borsa che nel medagliere olimpico.

Entriamo perciò in agosto, mese difficile e tradizionalmente volatile, a causa della rarefazione dei volumi di negoziazione per colpa delle vacanza, con SP500 che, nonostante il piccolo arretramento di venerdì scorso (-0,54%), si trova pur sempre a meno di un punto percentuale dal suo massimo storico e pare indeciso sulla strada da intraprendere per raggiungere entro fine anno il suo obiettivo rialzista del 2021, che è costituito dall’area compresa tra quota 4.600 e 5.000 punti.

La strada fatta al rialzo dal 19 maggio (neanche tre mesi fa) è significativa: quasi +10%, con due sole correzioni, nervose ma di breve durata, una a giugno e l’altra in luglio, entrambe però assorbite in fretta dallo sport più praticato sui listini USA, che si chiama “Buy the Dip”, cioè compra la debolezza momentanea.

A stimolare l’euforia è stato l’irrobustimento della crescita USA nel secondo trimestre, che sembra stia confermando il ritmo attuato nel primo. Importante è stata anche l’ansia di scontare in anticipo risultati di bilancio molto buoni da parte delle grandi società quotate in USA tra le principali 500, che infatti stanno arrivando dalla campagna di trimestrali che è a circa metà strada.

Ma soprattutto il merito è dell’assoluta compiacenza monetaria della FED, ribadita a più riprese, anche a rischio di trascurare negligentemente il rialzo dell’inflazione che è in atto da 4 mesi.

Continuano ad arrivare 80 miliardi di $ al mese di denaro fresco dal QE della FED, per finanziare le generose spese pubbliche federali, elargite a pioggia dall’Amministrazione Biden, e quelle private. Un simile getto di moneta, ben superiore alla crescita reale dell’economia, fornisce il carburante per un aumento generalizzato dei prezzi: parlo dei prezzi dei beni e servizi, poiché gli americani, con le tasche piene di sussidi pandemici e di guadagni virtuali sui loro depositi amministrati, oppongono poca resistenza agli aumenti dei prezzi che vedono nei centro commerciali.

Ma parlo anche dei prezzi sui mercati finanziari, che lievitano grazie ai continui acquisti di titoli azionari, fatti in buona parte indebitandosi a tassi di interesse quasi azzerati, mentre a pilotare al rialzo le obbligazioni ci pensa direttamente la FED.

Ora però, dopo quasi tre mesi di rialzo, occorre verificare l’entusiasmo degli acquirenti. Infatti SP500 sta mostrando nelle ultime settimane una sempre minore capacità di alzare l’asticella dei massimi storici. Ogni nuovo record riesce a sommare solo pochi punti indice a quello precedente e l’arrivo a quota 4.440, che avrebbe dovuto essere abbastanza veloce, dopo il superamento del precedente massimo storico di 4.394, non si è ancora compiuto. Intanto si fanno sempre più evidenti le divergenze ribassiste sull’indicatore RSI(14).

In questa situazione l’analisi classica ci propone un alto grado di probabilità che si sviluppi in agosto un’altra correzione abbastanza ampia, che riporti l’indice a testare quel livello di 4.233 segnato il 19 luglio.

Però un mercato rialzista spesso stupisce al rialzo, per cui non possiamo neanche escludere che, se dovesse avvenire un superamento impulsivo di 4.440, l’indice digerisca le divergenze ed effettui un rally di fine estate che lo porti immediatamente verso quota 4.600 senza alcuna correzione evidente.

La soluzione del rebus dovrebbe arrivare nei primi giorni di agosto. Possiamo prendere come riferimento  il minimo della scorsa settimana (4.372) come paletto discriminante. Il suo sfondamento probabilmente attuerebbe il primo scenario (ribasso subito, in agosto, per terminare l’onda 4 e calendarizzare per l’autunno l’attacco a 4.600).

Una rottura non effimera di 4.440 (intendo dire: non solo di pochi punti e seguita da immediato proseguimento rialzista la seduta successiva) renderebbe invece attuale lo scenario di  immediata estensione del rialzo verso 4.600, obbligandoci a rifare il conteggio delle onde e decretando che quella in atto sarebbe ancora soltanto l’estensione dell’onda 3,  mentre l’onda 4 correttiva arriverà in autunno.

Questi sono i compiti delle vacanze per l’indice SP500, che ovviamente attirerà dietro sé tutto il resto dell’azionario mondiale.

A settembre andremo a verificare.

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