Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

SELL IN MAY? NON QUEST'ANNO
31/05/2021 09:15

L’era della Pandemia, che speriamo finisca presto, ha cambiato non solo le nostre vite e gli equilibri che definivano la cosiddetta “normalità”, costringendoci a ricercare altri equilibri e nuove forme di normalità. Sui mercati finanziari sembra aver scombussolato anche certe ricorrenze statistiche che venivano date per consolidate, ma che ora vengono rimesse in discussione.

Una di queste è il famoso detto “Sell in May and Go Away”, che in USA interpreta una famosa stagionalità dei mercati finanziari. Chi si è preso la briga di verificare l’andamento dei mercati azionari USA per un periodo piuttosto lungo, dal 1950 in poi, è giunto a due conclusioni.

La prima è che il mese di maggio è molto spesso avaro di soddisfazioni per gli investitori. Maggio ed agosto sono stati gli unici due mesi del calendario in cui, negli ultimi 70 anni, la performance mensile è stata più spesso negativa che positiva. Questa statistica sembra documentare che questo mese viene utilizzato spesso per prendere profitto.

La seconda è che il semestre invernale Novembre-Aprile frutta rendimenti assai più consistenti del semestre estivo Maggio-Ottobre. Da queste considerazioni statistiche è nata la scuola di pensiero espressa sinteticamente dal detto “Sell in may…”, che invita gli investitori a tirare i remi in barca d’estate per dedicarsi all’investimento solo in inverno.

Si sa però che una statistica esprime ricorrenze predominanti e fornisce indicazioni probabilistiche, non certo situazioni ripetibili sistematicamente e con deterministica certezza.

Capita quindi che in certi anni succeda il contrario di quel che il detto afferma come probabile.

Un anno in cui sarebbe stato certamente meglio effettuare la strategia contraria, che potremmo chiamare “Buy in may and Hold”, è stato il 2020. La pandemia emersa a fine gennaio provocò un terremoto ribassista epocale fino a metà marzo e lasciò il passo ad un recupero che si irrobustì dal mese di aprile in poi. Maggio fruttò all’indice SP500 una performance mensile del +5,9%.

Inoltre chi avesse pensato di comprare, anziché vendere, nella prima seduta di maggio e rimanere fermo fino a fine ottobre avrebbe realizzato un risultato decisamente positivo: +13,9%.

Non altrettanto soddisfacente sarebbe stato fare la stessa cosa in Europa. L’indice Eurostoxx50 andò bene in maggio (+4,2%) ma la strategia Buy and Hold avrebbe dato i tradizionali scarsi risultati: da maggio a fine ottobre un brutto -3%.

Sarà perciò interessante osservare come andrà quest’anno. Intanto abbiamo già il dato di maggio.

Definitivo per l’indice SP500 ed ancora provvisorio per Eurostoxx50 perché in USA oggi i mercati azionari sono chiusi per il Memorial Day ed il mese si è concluso venerdì scorso, mentre in Europa manca ancora la seduta odierna.

Possiamo già dire che in USA anche quest’anno maggio è stato positivo, anche se per il rotto della cuffia (+0,55%) e grazie al recupero in extremis dell’ultima settimana (+1,16%).

Quest’anno è andata meglio ad Eurostoxx50 (salvo sorprese, molto improbabili, dell’ultima seduta odierna), che registra una performance provvisoria in Maggio del +2,41% ed è su livelli che non si vedevano dal gennaio 2008.

Inoltre quasi tutti gli indici principali del mondo hanno avuto un maggio positivo. Tra le pochissime eccezioni negative spicca l’indice tecnologico americano Nasdaq (-1,26%), che lo scorso anno in maggio ed in piena pandemia aveva messo a segno un notevole +6,17%.

Resta ovviamente verificare come andrà il resto del periodo estivo, fino ad ottobre.

Dipenderà da quanto l’economia saprà mantenere le promesse di crescita molto sostenuta che si attendono gli analisti. In estate si dovrebbe raggiungere il picco produttivo in USA, di pari passo con la totale riapertura dell’economia consentita dal buon andamento della campagna vaccinale. Arriverà anche l’esuberante spesa pubblica di Biden, ben innaffiata dalla liquidità fornita dalla FED.

Resta da vedere quanta di questa esuberanza si tradurrà in inflazione, dopo che i primi mesi dell’anno stanno evidenziando tensioni sui prezzi che non si vedevano da molti anni. Il tasso di inflazione ufficiale in tre mesi è triplicato (dal 1,4% di gennaio al 4,2% di aprile), arrivando ai livelli del mese di settembre 2008. L’indicatore più seguito dalla FED per monitorare l’inflazione, cioè l’indice dei prezzi sui beni di consumo (PCE) ha raggiunto il 3,1%, e bisogna andare indietro fino ad agosto 1992 per rivederlo.

Il mercato sta prendendo per buone le attese della FED, cioè che la fiammata inflazionistica sarà transitoria, e per ora non ha esagerato a mettere nei rendimenti dei Treasury decennali aspettative diverse. Si pensi che ora il rendimento sul decennale governativo è al 1,58%. Ma in termini reali diventa pesantemente negativo (-2,62%). E’ una situazione sostenibile per pochi mesi e solo se la FED avrà ragione. Altrimenti diventerebbe assai reale il pericolo di pesanti cali sull’obbligazionario, rialzi nei rendimenti e, di conseguenza, pesanti correzioni sugli indici azionari a causa di condizioni restrittive nel credito.

Ma se la FED avrà ragione, o almeno quella parte di ragione che le permetta di non dover inseguire l’inflazione con rialzi dei tassi, i mercati sembrano propensi a fare ancora un bel po’ di strada al rialzo.

Il superamento del massimo storico di SP500 (4.238) innescherebbe l’onda (v) di (3), che ambisce ad obiettivi compresi tra 4.300 e 4.400. Questo balzo potrebbe venire in giugno. Poi, nei mesi di luglio ed agosto potrebbe arrivare una correzione, l’onda (4), che potrebbe riportare l’indice a fare un pullback dalle parti di 4.240. Infine un nuovo impulso a fine estate, l’onda (5), dovrebbe portare entro fine anno a raggiungere livelli compresi tra 4.600 e 5.000.

Questo è quel che ci suggerisce al teoria delle onde, ed è una buona approssimazione di quel che l’umore (sentiment) dominante sul mercato potrebbe portare.

Sempre che, come assicura la FED, l’inflazione accetti di rientrare dopo aver fatto capolino.

E se la FED si sbagliasse? Senza dubbio in estate arriverebbe l’orso, perché nulla riuscirebbe più a giustificare quotazioni che sono già ampiamente sopravvalutate.

Non sarebbe la prima volta. Molto spesso i mercati ribassisti nascono da errori di valutazione dei guru che stanno alla Federal Reserve, che prima illudono e poi deludono.

____________________________________________________________________________________________________
Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
v. Torino 81 - 12048 Sommariva del Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

VUOI FARE TRADING CON SODDISFAZIONE?

IMPARA IL TRADING DA CASA:  9 Webinar in diretta e differita per imparare a fare bene il trading online. Il primo webinar è gratis.

FARE TRADING CON LE OBBLIGAZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per capire il mondo delle obbligazion per l’investimento ed il trading .

APRI LA PORTA A FUTURES ED OPZIONI: 2 Webinar in diretta e differita per imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati.

                                           SCOPRILI QUI