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TORO SVOGLIATO
27/05/2021 09:00

Il Toro, che martedì si è seduto, ieri non ha mostrato molta voglia di riprendere a correre.

La giornata centrale dell’ultima settimana di maggio ci consegna infatti l’impressione che i mercati azionari abbiano, per il momento, esaurito lo slancio rialzista ed intendano arrivare a fine mese con i remi in barca, scaricando con una breve fase correttiva di consolidamento gli eccessi accumulati con l’impulso rialzista di 5 sedute, attuato dai minimi di mercoledì 19 maggio ai massimi di martedì scorso. Un rialzo più che dignitoso, che ha fruttato all’indice USA SP500, il capo-branco degli indici azionari mondiali, il recupero di 152 punti (+3,74%), da 4.061 fino a 4.213, prima di tornare un po’ indietro.

L’ulteriore tentativo di estensione rialzista, che ieri mi attendevo, è avvenuto nella prima parte della seduta americana, ma si è esaurito appena sopra i 4.200 punti, un livello che questa settimana l’indice USA è riuscito ogni giorno a superare, ma mai a mantenere fino al termine della seduta. Così, anche ieri la debolezza finale ha costretto SP500 a chiudere sotto i massimi e sotto 4.200, con  il risultato di giornata ridimensionato ad un modesto +0,19%. Il grafico giornaliero ha evidenziato una nuova contrazione di volatilità intraday e disegnato una “inside bar”, cioè una candela inglobata tra il minimo ed il massimo della seduta precedente, che è un classico indicatore di indecisione.

E’ andato solo un po’ meglio il Nasdaq100 (+0,33%), mentre la palma di miglior indice americano e mondiale di giornata è spettata ieri al Russell2000 delle small cap (+1,89%).

L’Europa ieri non ha affatto brillato. Sarebbe stato strano, vista la fiacca americana. Ma Eurostoxx50 non è neppure riuscito a chiudere in positivo (-0,11%) una seduta chiusa sotto i minimi della candela di ieri e nuovamente sotto la resistenza di 4.040, che martedì sembrava scavalcata, ma ora si ripresenta come ostacolo da superare. La scarsa verve europea dipende in gran parte dallo storno del settore bancario, su cui ha pesato la discesa dei rendimenti, che ha smorzato anche l’andamento del cambio Euro/Dollaro sotto 1,22. Il Bund decennale tedesco ha infatti rotto nuovamente al ribasso il livello di -0,2% di rendimento.

La causa di questo movimento, che rende ora sempre più pesantemente negativi i rendimenti reali in Europa, va cercata nel diluvio di dichiarazioni di membri BCE, che hanno tutti precisato che è assai  prematuro anche il solo pensiero di tapering, cioè di riduzione del volume mensile di acquisti di titoli di Stato, e che la ripresa europea è tutt’altro che solida. Non proprio una ventata di ottimismo, ma in compenso le quotazioni sul mercato obbligazionario europeo hanno recuperato qualcosa.

La seduta odierna potrebbe presentare qualche dato economico USA in grado di stimolare i neuroni degli operatori.

Avremo i sussidi settimanali di disoccupazione, previsti in calo, e la stima preliminare del PIL USA del primo trimestre, che viene attesa dal consenso degli analisti in crescita al tasso annualizzato del +6,5%.

Non mi aspetto comunque molto oggi dai mercati azionari, a meno di sorprese macroeconomiche di rilievo. L’occasione di estensione rialzista era ieri, ed è stata persa.

Vedo più probabile che la fase di consolidamento possa proseguire. Non mi attendo crolli, ma ancora un po’ di arretramento sui supporti. Il primo significativo per l’indice SP500 è a 4.150. Il secondo, oltre cui non mi aspetto che si vada, è l’area del gap ancora aperto tra 4.117 e 4.124, diciamo area 4.120.

Mi aspetto la ripartenza del toro all’inizio di giugno, dato che lunedì prossimo il mercato USA rimarrà chiuso per festività. Maggio sarà comunque archiviato con la realizzazione del massimo storico e la digestione della correzione avvenuta nella parte centrale del mese. Un discreto risultato per un mese che le statistiche vogliono come il peggiore dell’anno.

Sarà… Ma non quest’anno.

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