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FUORI DALLA SCATOLA
25/05/2021 09:15

L’ultima settimana di maggio è iniziata in modo non consueto, con qualche borsa europea (tra cui in particolare quella tedesca) chiusa per la Festa di Pentecoste e la distribuzione di parecchi dividendi concentrati in un’unica data in Italia. Perciò anche il calcolo dell’indice Euristoxx50 risulta monco per le assenze dei titoli tedeschi o disturbato dallo stacco cedole per diversi titoli tra i 50 che lo compongono. Pertanto il suo andamento di ieri non è stato affatto significativo.

Ieri più che mai, per avere il polso di quanto accadeva sull’azionario, occorreva guardare soltanto agli indici americani. E questi non hanno mancato di risplendere al centro della scena.

Dimenticato il recente passato, ieri l’azionario USA ci ha mostrato un lunedì completamente diverso dai due titubanti che lo hanno preceduto. Sia SP500 (+0,99%) che il Nasdaq100 (+1,72%) hanno ripreso a volare alto, ben oltre il bordo superiore del trading range rettangolare che inscatolava il primo da due settimane, ed oltre la media mobile a 50 sedute che schiacciava il secondo.

Aumentano di molto le probabilità che sia terminata la correzione che occupa la scena di SP500 dal 10 maggio e quella del Nasdaq100 addirittura dal 29 aprile.

Che cosa abbia tonificato i mercati è assai difficile da ipotizzare, dato che non ci sono state notizie di rilievo. O forse proprio questo è stato il motivo del balzo.

La mancanza di notizie ha forse liberato il braccio al mercato e gli ha permesso di sognare positivo un po’ dappertutto. Così i rendimenti sul Treasury Bond decennale sono tornati a 1,60%, il dollaro si è di nuovo indebolito un po’. Entrambe le cose piacciono all’azionario. Il petrolio ha strappato al rialzo e si è portato di nuovo sopra i 66$ al barile, facendo pensare a chissà quale ripresa economica, mentre il Bitcoin, che quasi quotidianamente viene bersagliato da minacce cinesi di divieti e nuove stringenti regolamentazioni, dopo aver riavvicinato nel week end i 30.000$ segnati il 19 maggio, ieri è riuscito a rimbalzare nuovamente fin quasi a 40.000$. La sua situazione grafica ora diventa accattivante, poiché se riuscisse a forzare al rialzo quota 42.400$ completerebbe un modello di inversione rialzista (1-2-3 Low) con ampi spazi di recupero. Cinesi permettendo, ovviamente.

Mi soffermerei un attimo sul grafico di SP500, che è la guida turistica di ogni movimento dei mercati azionari.

Ieri aveva il compito di attaccare il massimo di venerdì scorso a 4.188, se voleva dare un segnale rialzista che decretasse la fine della correzione di maggio e preparasse ad una chiusura del mese con nuovi massimi storici.

Direi che la missione è stata compiuta con buona affidabilità. Ha persino superato quota 4.200, con il massimo di seduta a 4.209, prima che le prese di beneficio dell’ultima ora lo riportassero a chiudere la seduta a 4.197. Comunque ben al di sopra della resistenza che doveva superare.

A questo punto il conteggio delle onde più affidabile ci propone la conclusione dell’onda correttiva (iv) e il pieno svolgimento dell’onda 1 di (v) di (3).

Quest’onda è normalmente impulsiva ed oggi dobbiamo verificare fino a che punto si estenderà prima di lasciare spazio alla correzione (onda 2), che dobbiamo ancora attendere prima di entrare nel cuore dell’onda (v), dove vedremo l’impulso rialzista più forte, che dovrebbe portarci vicino a quota 4.400.

Sarebbe un’ottima notizia se l’estensione odierna riuscisse ad arrivare fino ai massimi storici di quota 4.238, poiché certificherebbe del tutto la fine dell’onda (iv) correttiva, che ora è solo probabile ma non ancora certa, e ci permetterebbe di vivere la correzione successiva, probabilmente piccola, senza troppi patemi.

Ovviamente da quel che farà Wall Street dipenderà il destino anche delle borse europee, che oggi, tornate alla normalità operativa, sono chiamate a mostrare con Eurostoxx50 la capacità di ritoccare ancora il massimo annuale superando quota 4.043.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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