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IL RIMPROVERO E LA PAGHETTA
29/04/2021 09:00

Avete presente la scena del padre che rimprovera il figliolo per qualche scappatella e subito dopo gli mette comunque in mano la paghetta settimanale?

Ebbene, questo è quel che ha fatto ieri Powell con i mercati. Durante la conferenza stampa ha dovuto ammettere che forse le borse stanno un po’ esagerando con l’ottimismo: “Vediamo cose sul mercato finanziario che sono un po’ schiumose”. Ha ammesso anche che forse un pochino la politica monetaria accomodante sta favorendo questa “schiuma”. Ma il motivo maggiore, secondo lui, va cercato nelle vaccinazioni e nella ripresa dell’economia. Perciò, implicitamente, l’ha giustificata.

Ambiguità? Eccome. Ma non finisce qui, perché la FED, nel suo comunicato ufficiale e con le parole di Powell, mentre ha affermato che la crescita si sta irrobustendo, con tutti gli indicatori segnaletici che “si sono rafforzati più del previsto”, e che l’inflazione è in rialzo, ma per motivi temporanei, ha tuttavia mantenuto ferma la sua politica monetaria super accomodante, confermando i tassi ufficiali a zero e tutte le misure di Quantitative Easing attive ancora per parecchio tempo. Fino a quando l’inflazione non rimarrà per qualche tempo ben al di sopra del 2% e la ripresa sarà completata, assorbendo gli 8 milioni di lavoratori ancora inattivi dopo la pandemia.

Nessuna paura che l’inflazione scappi di mano? Neanche per sogno. Powell ha affermato che “sembra francamente improbabile vedere l’inflazione salire in modo persistente”.

Ecco quindi che anche la FED, come il governo Draghi in Italia sulle riaperture premature, decide di correre il “rischio ragionato”: continuare a pompare liquidità in tandem con il pompaggio fiscale dell’Amministrazione Biden, al fine di stimolare un’economia che è già tornata a correre e sembra non aver più bisogno di stimoli. Si continuerà a fornire altri dollari agli americani che, ad eccezione di chi è stato licenziato per la pandemia, non hanno alcun problema di liquidità, anzi, si trovano con i conti correnti mai così pieni come ora, e, oltre a correre ad investire sulle Tesla di turno o sui Bitcoin, da qualche mese stanno riprendendo a consumare come ai bei tempi.

Bolla speculativa? No. Per Powell solo schiuma, largamente motivata.

L’indice SP500, che dal comunicato FED ha trovato l’ottimismo per arrivare a 4.200 punti, quando Powell ha parlato di schiuma è poi tornato sui suoi passi ed ha chiuso la seduta in sostanziale parità.

Niente paura, perché a borse chiuse ci hanno pensato le trimestrali di Apple e Facebook a stracciare le attese degli analisti con esplosione di ricavi ed utili.

Ma anche Biden, davanti al Congresso, ha fatto da contrappunto alla sinfonia di Powell, presentando con linguaggio da visionario e toni trionfalistici la nuova era di spesa pubblica, per trasformare il paese e ricostruirlo meglio. E’ il piano tripla B (Buid Back Batter), che prevede una spesa complessiva di 4.100 mld $ e si aggiunge ai 1.900 mld già erogati in forma di sussidi anti-pandemia. I primi 2.300 mld andranno in spesa per infrastrutture, occupazione e ambiente; altri 1.800 mld saranno spesi in istruzione, assistenza e sussidi contro la povertà, per ridurre le disuguaglianze sociali. Il tutto sarà finanziato in gran parte in deficit, ed in parte minore a carico del 2% degli americani più ricco, quelli che guadagnano oltre 400.000 $ l’anno. A loro verranno alzate le tasse per poterle abbassare ai più poveri. Un progetto che ha regalato a Biden da parte dell’opposizione repubblicana, l’appellativo di “socialista”, che in USA è un insulto.

Ma forse ai mercati le parole di Biden e la benevolenza di Powell, nonostante il rimbrotto sulla schiuma, potrebbero dare oggi le motivazioni per continuare il rialzo in corso, scavalcare definitivamente quota 4.200 da parte di SP500 e avviarsi verso più ambiziosi obiettivi.

Siamo nel pieno di una bolla speculativa che scoppierà quando l’inflazione, dopo essere stata chiamata per anni e favorita dalle politiche monetarie e dall’indebitamento sfegatato dei governi, e, ora che si riaffaccia, derubricata dalla FED a fenomeno transitorio, deciderà che qui si trova bene e magari vorrà abbeverarsi alla liquidità monetaria più di quanto pensi la FED, obbligandola alla rincorsa con aumenti importanti dei tassi. Allora scoppierà la bolla. Ma credo che ci vogliano ancora almeno alcuni mesi.

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